Il cerchio delle ragazze e la luna del lupo

Quarto giorno della quinta settimana blu dell’Inverno.

Donna Albero ad Ubuntu.

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Ubuntu è un progetto di educazione libertaria e Donna Albero ne fa parte. C’è un momento ogni lunedì che noi chiamiamo “Il cerchio delle ragazze” . Partecipano le ragazze che hanno avuto il ciclo ed insieme scopriamo il tempo naturale: parliamo di Sincronario, mestruazioni, lune e femminile.. ma soprattutto teniamo un diario in cui scriviamo la nostra storia di Donne. Oggi abbiamo scoperto la luna del lupo e l’importanza del branco, di come un’eclissi lunare ci può influenzare.

“Un sacchetto di biglie” per la Giornata della Memoria

Un sacchetto di biglie

“Un sac de billes.”

Christian Duguay

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Il 25 Gennaio 2019, con la scuola Ubuntu siamo andati a Milano, al centro Asteria per partecipare ad un cineforum. Abbiamo visto un film francese ambientato nella Francia del 1941 durante la seconda guerra mondiale: Un sacchetto di biglie. Questo film parla di due ragazzi di famiglia Ebrea: Joseph e Maurice, che devono scappare da Parigi per arrivare fino a Nizza da soli, riunendosi poi alla famiglia senza dare sospetti. La loro avventura è tragica e allo stesso tempo, in qualche modo gli cambia la vita. Poi decidono di separarsi di nuovo dalla loro famiglia per questioni di sicurezza e si trovano un lavoro aspettando che tutto finisca. Una storia semplice e scorrevole, ma allo stesso tempo piena di particolari e significati. Il film è del 2017, tratto da una storia vera, raccontata nel libro di questo Joseph, Joseph Joffo. Il libro è stato pubblicato nel 1973 quando il nostro Joseph che fino a quel momento non voleva pensare al suo passato, dopo un incidente dal quale passò tanto tempo in ospedale, ebbe il tempo di ripensare a tutti quei momenti tristi e felici e iniziò a scrivere la sua travagliata storia.

Questo film è stato presentato e poi spiegato dalla nostra Cecilia che fa la critica cinematografica.  È stata bravissima a spiegare, siamo andati assieme ad altre classi e Cecilia è piaciuta a tutti.

Per me questo film è fantastico. Ti apre gli occhi e ti rendi conto perché è importante la giornata della memoria. Perché se non comprendi a fondo quello che provavano gli ebrei non comprendi il significato della giornata della memoria. A mio parere quello che sta succedendo nel Mar Mediterraneo è sbagliatissimo.

Siamo tutti ipocriti.

 Festeggiamo la giornata della memoria perché lo fanno tutti.

Lo facciamo perché ormai è diventata una cosa che va fatta, ma non la comprendiamo, non ne conosciamo i significati o, diciamo che per come ci stiamo comportando oggi, non li condividiamo veramente. Come si fa a dire ai propri figli che Hitler e Mussolini erano cattivi e poi, magari essere d’accordo con la chiusura dei porti nel Mar Mediterraneo. I porti chiusi dove oggi migliaia di immigrati muoiono in mare. Immigrati che scappano dalla guerra su barche di cui la maggior parte non arriva nemmeno a noi. Siamo ridicoli ci prendiamo in giro da soli.

Dimenticavo di dire che gli immigrati che riescono ad arrivare dai noi spesso vengono “schiavizzati”. Invito tutti voi ad ascoltare la canzone di Caparezza “vieni a ballare in puglia”: “Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
Dove la mafia schiavizza i lavoratori e se ti ribelli vai fuori” .

Il 27 gennaio 2019 davanti al comune di Abbiategrasso è stato messo un banchetto di estrema destra, hanno voluto esibirsi nel giorno della memoria e nessuno glielo ha impedito. Spero che si vergognino per quello che hanno fatto.

Questo è il mio pensiero e spero che la gente si svegli un pochino.

Buona visione!

(Marina, 15 anni)

 

 

 

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Il 25 gennaio 2019 siamo andati a vedere un cineforum guidato dalla nostra insegnante Cecilia Voi che di lavoro fa la critica cinematografica. Il film in questione è intitolato “Un Sacchetto di Biglie”, questo film ha come protagonista Joseph Joffo che nella prima parte del film intraprende un viaggio da Parigi a Nizza per scappare dai nazisti con suo fratello Maurice Joffo. Arrivati alla meta i due fratelli rincontrarono i genitori e i fratelli maggiori e passarono alcuni mesi in pace, dopodiché i nazisti arrivarono anche a Nizza e proprio per questo il signore e la signora Joffo mandarono i loro figli in una scuola cattolica per donare loro protezione. Lì nella scuola trovarono degli amici da cui presero la storia in modo da raccontarla nel caso i nazisti li avessero catturati; dopo un po’ di tempo nella scuola cattolica i fratelli Joffo iniziarono a sentire la mancanza dei genitori e tornarono a Nizza con un signore che poi si poi si rivelò un ebreo della resistenza. A Nizza i tre vennero incastrati dai nazisti, lui morì ma loro riuscirono a  partire con l’aiuto di un parroco cristiano che riuscì procurare a loro certificati di battesimo falsi. I fratelli riuscirono a trovare lavoro in un paesino: Joseph portava giornali per una libreria nazista nascondendo la sua identità di ebreo e Maurice in un ristorante del paesino. Arrivò poi la notizia che Parigi venne liberata e Maurice torno senza Joseph che si era innamorato della figlia del libraio e voleva rincontrarla, però arrivo tardi perché era già partita e quindi torno a Parigi. Lì ad aspettarlo cerano i due fratelli maggiori, la madre e Maurice ma non il padre che era stato portato ad Auschwitz.

Questo film è tratto da un libro di Joseph Joffo che, essendo immobilizzato su un letto dell’ospedale per un incidente, ripercorre la sua triste infanzia e ne scrive un libro.

Ho trovato il film molto bello e pieno di emozioni, mi ha commosso, mi ha divertito e mi ha fatto riflettere. Al contrario di altri film sulla seconda Guerra Mondiale questo era forte ma non pesante.

Adesso vorrei parlare invece di un fatto accaduto nel nostro paese dove un banchetto di estrema destra si è appostato nel centro di Abbiategrasso davanti al comune senza che nessuno glielo impedisse. Questo è avvenuto il 27 Gennaio cioè il giorno della memoria, il giorno in cui hanno liberato il campo di sterminio di Auschwitz. Sinceramente trovo questa cosa vergognosa e… ciao buon 1939.

(Federico, 12 anni)

Leonardo da Vinci

Articolo di Marina

Leonardo Da Vinci

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 Inventore, Artista e scienziato italiano

 

“Triste è quel discepolo che non avanza il suo maestro”

 Anchiano, 15 aprile 1452-Amboise, 2 maggio 1519

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Breve Biografia

 Vita:

 Leonardo è stato ingegnere, pittore, scienziato, matematico e molto altro.

Leonardo era affascinato da alcuni problemi geometrici che risalivano all’antichità classica ed era convinto che la geometria contenesse la chiave per interpretare la natura.

Leonardo fu il figlio primogenito del notaio Piero da Vinci, di famiglia facoltosa e di Caterina, una donna di estrazione sociale inferiore; egli era frutto di una relazione illegittima fra i due.

 La notizia della nascita del primo nipote fu annotata dal nonno Antonio, padre di Pietro, su un antico libro usato come raccolta di “ricordanze” della famiglia.

I genitori di Leonardo non furono mai sposati, ma il padre Piero ebbe tanti matrimoni e Leonardo ebbe dodici fratellastri.

Piero fece lavorare Leonardo nella bottega di Giorgio Vasari alla sola età di dieci anni.

Poi Leonardo venne lasciato in campagna dai nonni senza un’educazione sicura.

Infatti imparò a scrivere con la sinistra e al rovescio.

Quando il nonno morì, la nonna, Leonardo e il resto della famiglia andarono a Firenze.

 Vasari testimoniò la bravura di Leonardo nella scultura e gli furono ordinate delle opere.

Sono noti i suoi disegni sia per la cupola del Duomo di Milano sia per edifici signorili.

A Leonardo piaceva sperimentare nuovi progetti per permettere all’uomo di volare, attraverso macchinari da lui creati.

 La fede di Leonardo nel volo umano sembrava essere rimasta immutata per tutta la sua vita, malgrado gli insuccessi e l’obiettiva difficoltà dell’impresa.

Si può dire che Leonardo, da un lato usava la geometria per studiare traiettorie e altri tipi di movimenti naturali, dall’altro utilizzava il movimento come strumento per dimostrare dei teoremi geometrici.

Leonardo definiva il suo modo di procedere “geometria che si prova col moto”.

Morte:

Il 2 maggio 1519 muore, ad Amboise, Leonardo da Vinci, uno dei più grandi geni dell’umanità.

Si racconta che Francesco I di Francia quando seppe della sua morte scoppiò in un pianto sconsolato: da tre anni l’aveva nominato “primo pittore, architetto e ingegnere del re”.

 Com’è stata la mostra

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Noi di Ubuntu a Dicembre siamo andati alla mostra di Leonardo Da Vinci a Milano in piazza della Scala.

È stata la mostra più costruita e fatta bene che abbia mai visto. Era bella da vedere, con tante informazioni e attività per far capire ai bambini che mostra sono andati a visitare.

 Nel senso che è organizzata sia per un pubblico adulto sia per i bambini.

 L’uomo vitruviano

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 Leonardo prende spunto per l’opera dagli studi di architettura di Vitruvio, un architetto della Roma classica.

L’uomo vitruviano è un disegno a penna e inchiostro su carta di Leonardo da Vinci conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia; è la rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, dimostra come esso possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure “perfette” del cerchio, che rappresenta la perfezione divina, e nel quadrato.

 L’invenzione che mi affascina di più

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L’invenzione che mi affascina di più è la ruota che non si ferma mai.

 Pensare che sia stata progettata per andare avanti in eterno con i suoi meccanismi fantastici mi da una sensazione bellissima.

 Questa cosa che non si ferma mai mi da l’idea che nella vita si possa fare tutto quello che si vuole.

(Marina, 15 anni)

Articolo di Federico

Il 19 Dicembre del 2018 noi ragazzi Ubuntu siamo andati a vedere la mostra di Leonardo situata in piazza della Scala. La mostra era organizzata in circa tre sale dove erano esposte le sue creazioni e per ognuna c’era un display interattivo con informazioni sull’opera e giochi per apprenderla al meglio; c’erano anche giochi manuali e altri giochi a tema su display.

Leonardo Da Vinci è nato il quindici Aprile del 1452 ed è morto il due Maggio del 1519. Leonardo era scienziato, inventore e pittore anche se dipingeva solo per soldi poiché non era quella la sua passione. Le sue opere più famose sono: la Gioconda, l’uomo vitruviano e il Cenacolo.

(Federico, 12 anni)

Articolo di Daniele

Leonardo da vinci

Leonardo era un uomo cresciuto senza un’istruzione dato che era povero e che a quel tempo la scuola era solo per persone ricche.

Secondo alcune persone lui era così creativo perché non era stato influenzato dal pensiero comune.

Leonardo da vinci ha fatto moltissime cose nella sua vita anche utili per la scienza, oltre a tutte le sue opere e le sue invenzioni come il paracadute, la catapulta ed il carro armato  ha perfezionato l’uomo di Vitruvio o “vitruviano”.  È essenzialmente un disegno a penna e  inchiostro su carta che illustra le proporzioni ideali di un corpo umano; dimostra come il corpo possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure “perfette” del cerchio e del quadrato. Il cerchio rappresenta il cielo e la perfezione divina e il quadrato la terra. Leonardo è stato architetto, scultore, scenografo, anatomista, musicista, progettista, inventore ed è considerato uno dei più grandi geni dell’ umanità.

(Daniele, 13 anni)

Articolo di Beatrice

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Il 19 dicembre 2018 siamo andati a vedere la mostra di Leonardo Da Vinci.

Personalmente la mostra mi è piaciuta molto soprattutto come era impostata.

Mi è piaciuto molto anche il suo passato e le sue invenzioni.

Quella che mi è piaciuta di più è stata il leone meccanico e sinceramente l’ho trovato molto difficile da inventare.

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La mostra era molto didattica infatti per ogni invenzione che era presentata c’era un tablet che ti permetteva di interagire con le invenzioni, potevi: costruirle, vedere dove erano  collocate ecc.

Poi l’ultima stanza era dedicata a dei computer e ad una stampante per stampare quello che creavi.

C’erano 3 opzioni: macchina acquatica, macchina terrestre, macchina volante.

Io le feci tutte e tre sia per me che per mia mamma e mio papà.

Quando sono arrivata a casa ho raccontato un po’ ai miei genitori e gli ho dato i fogli che avevo che avevo stampato.

Questa mostra mi è piaciuta tanto, soprattutto per come era impostata.

(Beatrice, 13 anni)

Visita alla redazione di Ordine e Libertà

Il ventotto Novembre Duemiladiciotto noi ragazzi Ubuntu siamo andati alla redazione del giornale abbiatense Ordine e Libertà. È stato interessante divertente e istruttivo, mi è piaciuto molto vedere come il giornale si è evoluto ed è cambiato sia negli argomenti che nell’impaginazione.

Federico

 

Oggi siamo andati alla redazione del giornale abbiatense Ordine e Libertà.

Io personalmente mi sono divertito tanto e ho trovato molto interessanti gli argomenti, in particolare i discorsi che ci hanno fatto.

Ci hanno fatto vedere i primi giornali di Ordine e Libertà del dopoguerra perché per un periodo il fascismo ha imposto una censura e quindi non potevano pubblicare giornali.

Daniele

 

Oggi ci è stata offerta l’opportunità di visitare la redazione del giornale abbiatense Ordine e Libertà.  Abbiamo scoperto delle cose interessanti come: il fatto che prima di pubblicare un articolo ci si debba accertare che le informazioni siano vere. Prima il giornale era formato da un solo foglio, poi nel tempo sono diventati due e non era come il giornale che leggiamo noi oggi. Abbiamo scoperto che prima il giornale non parlava solo di Abbiategrasso, ma era un giornale che serviva alle persone per venire a conoscenza di informazioni importanti anche in altri posti. Infine ci hanno dato dei consigli su come scrivere sul nostro giornalino per essere compresi al meglio dalle persone che lo leggono. Ci hanno detto che il modo migliore per scrivere è scrivere frasi semplici e brevi e di accertarci sempre che quello che scriviamo sia vero. Io penso che il giornalismo sia un buon metodo di comunicazione e che sia stata una cosa geniale e utile. Adoro scrivere e far sapere alle persone quello che penso. Spero che il giornale non sparisca mai e non voglio che la tecnologia lo sostituisca del tutto.

Marina 

Una cosa che…

Una cosa che appare all’improvviso o dopo un mese,

una settimana,

un giorno.

Una cosa fugace o duratura.

Una cosa che ogni tanto si stoppa dubbiosa

e poi riparte nella sua imperterrita

e bizzarra missione.

Una cosa che come in un attimo è comparsa,

in un attimo può sparire

e tu non ci puoi fare proprio niente…

Una cosa che c’è in tutto il mondo.

Una cosa che il tempo non può controllare.

Una cosa affascinante e misteriosa,

di cui hai paura o di cui hai bisogno.

Una cosa nuova di cui ti farai una tua opinione o una cosa vecchia,

che conosci a memoria,

ma che comunque ogni volta cambia.

Una cosa in cui neanche Einstein riuscirebbe a trovare la logica.

Una cosa che non sempre si trova così facilmente.

Troverà lei te quando meno te l’aspetti.

Una cosa che quando ne fai parte ti senti come drogato.

Quando ne sei appena uscito tendi all’autodistruzione,

ma non devi.

Una cosa che ti cambia la vita in meglio.

A volte svanisce e non saprai mai il perché…

Una cosa che prima o poi troverà anche te…

…L’amore

Non tutti quando si lasciano, la prendono bene, ma la vita ha alti e bassi.

Se il destino ha voluto che vi lasciaste c’è un motivo,…Sempre.

Ricorda:

Sorridi e anche l’inferno,

sarà paradiso.

Questa sono io..💭

Sono Marina, ho 15 anni e voglio parlarvi un po’ dei miei punti di vista e di quello che mi passa per la testa in questo periodo. Io dovrei essere in seconda superiore, invece ho deciso di andare avanti come autodidatta.  Vorrei dire una cosa a quelle persone che continuano a chiedermi quando inizierò il liceo: Prima di tutto è la mia vita, secondo se a ma va di imparare in modo diverso non capisco quale sia il problema. Non è una critica, magari non imparerò tutto quello che imparano gli altri ragazzi, imparerò cose diverse e sinceramente preferisco essere ignorante piuttosto che infelice.

Mi crescono i capelli, mi cambia la forma del viso, mi accorgo ogni minuto di più che sto crescendo. Sembrerò sempre una bambina perché in questo mondo ormai solo i bambini sono felici, sono spontanei e si godono ogni singolo giorno al meglio.  Diciamo che per me essere bambina è quasi come una religione: una cosa che si approva, si rispetta, si crede. Ognuno di noi dentro è bambino, è sinonimo di felicità, gioia, amore e anche rispetto in qualche modo.

Tutti possiamo accettare, capire, approvare e percepire quello che ci circonda, ma bisogna usare la testa; non tutto è come sembra.  Bisogna sapersi muovere nel mondo nel modo migliore per noi stessi.

Ho iniziato a fare un’arte marziale: qwan ki do. Credo che sia profonda, utile ed interessante. Ho conosciuto persone della mia età, persone più piccole, persone simpatiche e meno. Mi diverto e fa parte ormai della mia vita.

Le persone possono percepire cose, io in questo momento provo queste: sentire i tasti lisci sotto le dita, il calore del calorifero dietro la mia schiena, l’incertezza di non sapere cosa scriverò tra qualche riga, il rumore di Hélène che sfoglia un libro, i ricordi di com’è stato ieri e il pensiero di come sarà oggi la lezione di qwan ki do; fermarsi ogni tanto dallo scrivere. Pensare e ammirare lo schermo di Word pieno di colori, chiedersi come sia venuto in mente al creatore di Word una cosa così geniale; il morbido sotto di me, la fame che inizia a farsi sentire, la luce della finestra che mi illumina, immaginare di essere fuori all’aperto, ma poi ricordarsi che c’è un freddo porco e quindi venerare il calorifero.

A me piace pensare a tutte queste cose e credo che il mondo sia bello per via di esse. Sono un sacco di sensazioni meravigliose, sgradevoli o particolari, ma tutte fanno provare qualcosa e in qualche modo tutte ci cambiano.

Quando mio nonno stava per morire gli ho parlato. Gli ho detto un po’ di cose che pensavo sulle sensazioni. Gli ho detto che doveva solo rilassarsi, di immaginarsi la sensazione del sole sulla pelle e che quando sarebbe morto avrebbe sentito sensazioni ancora più belle che le persone non possono nemmeno immaginare. Poi ho guardato fuori dalla finestra, in quel momento volevo morire con lui per provare sensazioni nuove. Non ho idea di cosa si possa provare dopo la morte, ma immagino che sarà bello; poi al momento giusto, provare.

 Eravamo solo io e lui quando è morto, e spero di avergli passato la mia positività.

Marina (15)

Modigliani

Amedeo Modigliadi (Modì)

Pittore e scultore italiano

 

“La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e non hanno.”

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Livorno, 12 luglio 1884- Parigi, 24 gennaio 1920

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Breve Biografia

Vita:

Nacque da una famiglia ebrea con tre fratelli maggiori, in un periodo di povertà.

Il padre commerciava con società agricole in Sardegna, ma ormai stava andando in bancarotta. L’unico guadagno alla famiglia lo portava la madre con la scuola materna ed elementare da lei fondata. Inoltre si preoccupò personalmente dell’istruzione dei figli in particolare di Amedeo, il più fragile e il suo preferito.

Amedeo soffriva molto di salute e all’ età di sedici anni si ammalò di tubercolosi, lasciò gli studi per poi dedicarsi all’ arte.

Era una persona molto sapiente e si muoveva prendendo ispirazione da quello che trovava.

Modigliani aveva una dipendenza da alcool, preferiva bere piuttosto che mangiare: “[…] in questo modo mi tengo caldo” era abituato  a dire.

Tanti suoi quadri hanno la faccia allungata perché sono ispirati alle maschere di stile africano, di cui lui era appassionato oltre a quello egiziano.

In questo periodo bisognava trovare un altro modo di intendere l’arte e trasmettere qualcosa dato che la perfezione era già stata trovata. L’arte doveva trovare un nuovo senso.

Una caratteristica dei quadri di Modigliani è che non disegnava le pupille. “Dipingerò gli occhi quando conoscerò l’anima di una persona.”

La sua compagna disse che lui con l’arte riusciva anche a trasmettere i sogni: “La capacità di indovinare i pensieri, di vedere i sogni altrui.”

Morte:

Morì di tubercolosi all’ età di trentacinque anni. La moglie, il giorno dopo si lanciò dalla finestra al nono mese di gravidanza.

E’ sepolto a Parigi nel cimitero Père Lachaise.

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Art Experience o mostra classica?

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Noi ragazzi di Ubuntu siamo andati al MUDEC di Milano per vedere una mostra su Modigliani, sotto forma di Art Experience.

L’Art Experience è la proiezione dei quadri del pittore in tutta la stanza: sui muri, sulle pareti e anche sul pavimento. Mentre nelle mostre classiche vedi i quadri del pittore dal vivo.

A me, personalmente, piacciono entrambe. Nell’Art Experience io sono riuscita molto ad immergermi nei quadri, ma soprattutto ho capito abbastanza di lui perché c’erano anche proiezioni di frasi che descrivevano la sua vita. Mentre nelle mostre normali è difficile leggere tutti i cartelloni che ci sono in giro per la mostra a meno che ci passi l’intera giornata.

Però, devo ammettere che adoro  anche le mostre classiche. Per me vedere i quadri dal vivo, sapere che il pittore ha toccato QUELLA tela con il pennello è fantastico.  Vedere tutti i particolari di un quadro dal vivo ha il suo perché.

Diciamo che per chi non adora le mostre di quadri, l’Art Experience è un modo alternativo per avvicinarsi all’arte.

Io consiglio di provare entrambi i modi di vedere l’Arte e trovare il vostro preferito per gustarla a fondo.

                                        Il mondo è bello perché è vario.                                     

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Teste di Modì

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by Caparezza

Caparezza è un cantautore, rapper che per fare le sue canzoni si ispira a personaggi esistiti e fatti reali.

Per esempio c’è Argenti vive che parla di Filippo Argenti: un personaggio che Dante ha messo all’inferno nella Divina Commedia.

E ovviamente ha fatto una canzone sul nostro personaggio: Modigliani, che si chiama Teste di Modì.

Quando si ascolta una canzone di Caparezza ci si fa una cultura, quindi vi invito ad ascoltare Teste di Modì, cercare le informazioni che non sapete e imparare cose nuove.

 

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Il mio quadro preferito

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In qualche modo tutti i quadri di Modigliani mi affascinano. Per me è vero che Modigliani riusciva ad esprimere i sogni e i pensieri delle persone che dipingeva, ma ce né uno in particolare che mi piace molto.

Questo è il mio quadro preferito ed è un nudo di donna di cui non trovo il nome.

Questo quadro per iniziare mi suscita pace e mi sento proprio rilassata quando lo guardo. Immagino me  in quella posizione in una mattinata in cui il sole gioca ancora a nascondino. La persona che amo  vicino a me, si avvicina, mi abbraccia e mi sussurra “buongiorno” facendomi dei grattini sulla schiena. Stando in quello stato di dormiveglia in cui ti rendi conto che non tutti i momenti sono così belli.

Marina Barone (15 anni)

 

Articolo di Beatrice su Modigliani 

Secondo me l’arte di Modigliani è un po’ insolita perché rispetto a Frida Khalo disegnava le facce lunghe e soltanto di certe persone disegnava gli occhi. Le persone di cui disegnava gli occhi secondo me erano quelle che avevano passato dei momenti con lui e l’avevano aiutato nei momenti difficili.

Di lui mi piace il modo simpatico e tutto suo, che nessun altro aveva, di disegnare. Quello che non mi è piaciuto molto di Modigliani è la sua vita perché la trovo un po’ noiosa.

Noi ragazzi di Ubuntu siamo andati al MUDEC di Milano a vedere la mostra di Modigliani, che rispetto a Frida Khalo era riprodotto con il metodo di Art Experience.

Le Art Experience sono un nuovo modo per vedere le opere: ci sono dei proiettori che riproducono le immagine su muri, soffitti e per terra; è un po’ come entrare nei quadri e questi quadri cambiano da soli. Trovo che siano molto innovative e tecnologiche. Ti senti nel quadro.

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Questo è il mio quadro preferito perché mi ricorda una ragazza collegiale. Di questa ragazza mi piace l’ordine del vestito e dei capelli lunghi.

(Beatrice, 12 anni)

Articolo di Daniele su Modigliani

A me personalmente la mostra di Modigliani non è piaciuta un granché sia per la storia un po’ triste e corta sia per la mostra in sé. Secondo me è meglio una mostra vera e propria al posto di un video proiettato perché credo che sia meglio vedere i quadri veri e propri piuttosto che delle proiezioni,  sia per poter dire :”io sono andato a vedere i quadri di Modigliani” sia per avere un contatto diretto con le opere del pittore.

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questo è il mio quadro preferito perché secondo me è  più definito nel colore e nelle forme.

(Daniele, 13 anni)

Articolo di Federico su Modigliani

Modigliani era un pittore che come tutti è nato e dopo, naturalmente non come tutti, è morto di tubercolosi.

Non ho un quadro preferito ma tutti mi trasmettono ansia, solitudine e malinconia.

L’art experience non mi è piaciuta perché l’ho trovata lunga, noiosa e banale.

(Federico, 11 anni)

Morte

Guarda il cielo che da gran signore accoglie l’anima del decaduto nella sua volta infinita. Guarda la terra, madre di tutti, che lo abbraccia con le sue radici. Una lacrima, un sorriso, un pianto disperato; sensi di colpa che volano come farfalle nella stanza; un addio, un arrivederci, una foto ricordo di una gioia insieme condivisa e infine l’amore che neanche la morte può fermare.

(Federico, 11 )

IL CONTRARIO DELLA VITA

Dopo una lunga osservazione agli adolescenti mi sono accorto che per quanto ritenuti volgari in realtà sono da dentro tormentati, non è semplice è la loro età piena di doveri, pene d’amore e di studio.

Pur non ritenendomi uno psicologo direi che posso dividere in quattro fasce d’età il ciclo della vita: per prima c’è l’infanzia dove il nostro personaggio che chiameremo Alberto Vrufu scopre la parte fisica del mondo; l’adolescenza in cui Alberto scoprirà come funziona la vita, il discorso emozionale e sociale; poi quando sarà adulto Alberto si costruirà la sua famiglia e infine arriverà la vecchiaia in cui Alberto guarderà i suoi ricordi con felicità e un tocco di malinconia per poi scivolare sopra una buccia di banana, cadere all’indietro e inoltrarsi nell’infinita voragine della vita e della morte che tutto crea e tutto distrugge.

Federico 11 anni

Questo è  un momento in cui vorrei stare da solo con loro  i miei 3 migliori amici Samuele , Gabriel e Lidia in un posto isolato dal mondo dove ci siamo solo noi  di notte con un falò a guardare le stelle sdraiati per terra, abbandonati a noi stessi dicendo cazzate su cazzate e ridendo senza dare fastidio a nessuno con in sottofondo il silenzio ,qualche grillo e lo scricchiolare della legna che sta bruciando, aspettando tutta la notte e guardando il cielo riempirsi di colori fino a diventare chiaro, senza chiudere un occhio per godersi  tutto il tempo che abbiamo a disposizione tra noi prima di ritornare dalle nostre famiglie e alla nostra pesante gabbia in cui siamo chiusi ogni giorno, la gabbia in cui standoci più tempo più sarà difficile uscirne con la monotonia di ogni singolo giorno ed è quello che mi preoccupa della mia vita non il non trovare la ragazza per me, non di non trovare lavoro ma di avere una vita monotona come quella di ogni singolo adulto di ogni singola persona che passa otto ore a lavorare per tornare a casa mangiare dormire e poi rincominciare la giornata nello stesso identico modo noioso e triste.

Daniele (12 anni)