IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA!

Federico 12 anni

Martedì 23 luglio è stata convocata la commissione urbanistica (2°) alla quale ho personalmente partecipato. Si è parlato principalmente del progetto privato sul pagiannunz illustrato dall’amministrazione comunale. Il pagiannunz è un’area verde di propietà privata, in quest’area è presente una flora e una fauna viva.
Il progetto presentato comprende: un centro commerciale, abitazioni con parcheggi (tra i quali parcheggi paesaggistici) e ben tre ristoranti con più di 800 coperti. Avendo firmato in consiglio comunale l’emergenza climatica non capisco come questa amministrazione possa anche solo prendere in considerazione un progetto del genere, che sicuramente non può giovare al nostro clima. Cesare Nai (sindaco di Abbiategrasso) ha affermato che è stata una pura coincidenza che la commissione sia stata convocata nelle vacanze estive, quando gran parte dei politici non erano presenti. Inoltre, benché sia stata richiesta la presenza della consulta ecolgica, essa non è stata nemmeno avvisata.
Come ha detto pubblicamente una consigliera durante la riunione della commissione: “noi non siamo delinquenti, ma siamo cittadini non consenzienti e l’assessore Bottene non doveva chiamare le forze dell’ordine”, io non trovo sensato che l’assessore alle politiche commerciali abbia fatto ciò perché il pubblico protestava giustamente, anche contro una scelta che porterebbe alla distruzione del centro economico della nostra città.
Sono rimasto deluso da come la presidente oltre a non aver fatto parlare il sindaco di Albairate (intervento richiesto da gran parte del pubblico), ci ha lasciato lì come dei pirla andandosene interrompendo di fatto la riunione che era molto sentita dai cittadini abbiatensi.

 

67272803_375208759849852_763158449470046208_n

Marina 16 anni

Il 23/7/2019 ho partecipato alla Commissione Urbanistica (Seconda) al Castello Visconteo di Abbiategrasso. Non c’è stato un vero e proprio confronto, ma una spiegazione di quello che per loro sarà il centro commerciale, residenziali ecc.
Indipendentemente dal motivo a mio parere è stata una cosa scorretta convocare la commissione quando non tutti (cittadini e consiglieri) avrebbero potuto partecipare (per via delle vacanze). Oltretutto su un argomento così delicato come il Pagiannunz, per il quale sono state fatte già diverse battaglie in passato.
Questa per me è stata una presa in giro, un modo per scappare da un confronto “esagerato” per pareri troppo discordanti. Esattamente come il comportamento che ha avuto la Presidente. Dopo tutto il discorso fatto del progetto oltre a non aver dato la parola a nessuno si è addirittura permessa di passare al punto successivo, quando praticamente tutti erano li solo per sapere del futuro del Pagiannunz e INTERVENIRE, con tante persone tornate dalle vacanze apposta. Così dopo l’intervento ovviamente “pesante” del pubblico se ne è andata. A mio parere non può pretendere che ora i cittadini staranno più zitti, anzi, da oggi avranno maggiormente motivo per incazzarsi. Pretendeva che stessero zitti? Con tutto quello che hanno fatto negli anni passati per questa causa?
Sarebbe stato strano.
Oltre a non aver fatto partecipare i cittadini e nemmeno il Sindaco di Albairate, non è stata avvisata la consulta ecologica di cui era stata chiesta esplicitamente la presenza e in teoria confermata.

Ci sono molteplici motivi per i quali tante persone sono contro questo progetto.
Si può iniziare dal punto di vista ambientale. Pensare che, come dice Piera Camporesi: “(..) cancelleranno una delle aree agricole e naturali abitata da centinaia di specie floro-faunistiche rare e protette.” Per non parlare del cambiamento climatico che dovrebbe spingerci a salvaguardare tutto il verde che abbiamo. Non si può costruire un centro commerciale e far fuori 15 mila mq di verde e poi andare alle manifestazioni per il nostro pianeta giusto per sentirsi a posto con la coscienza. Pensate, se tutti facessero come noi, il nostro pianeta sarebbe deceduto parecchio tempo fa.
Bisogna cambiare le cose veramente e ora.
Arriviamo poi all’argomento del commercio e degli edifici abbandonati e inutilizzati. Abbiamo un sacco di negozi in centro, dobbiamo aiutare quelli, non fare centri commerciali.
Bisogna salvaguardare la nostra comunità, non il business.
Ho raccolto alcuni punti di vista di persone presenti, che spero vi faranno riflettere:

“Al netto dei diritti che qualsiasi privato è giusto che rivendichi sulla proprietà privata, mi pare tanto inutile quanto dannosa. Non lascia nulla alla città. È un pretesto per costruire senza tenere conto dei danni ai commercianti, al territorio, all’ambiente e alla viabilità. Basta pensare che il cemento sia l’unico modo per fare muovere l’economia. Rivalutiamo le zone commerciali già esistenti ed i siti produttivi abbandonati. Pessimo il comportamento della presidente e del sindaco, non aver fatto parlare il sindaco di Albairate è stato un gesto davvero sgradevole.”
– Nicholas Chignoli – consulta ecologica di Abbiategrasso

“Il progetto presentato dalla società Essedue e illustrato in Commissione 2a da parte del sindaco NAI prevede 15 mila mq di nuove strutture commerciali con relativi parcheggi ed altri 17 mila mq di nuove residenze, in un territorio già pesantemente sfregiato da capannoni abbandonati e case anche appena costruite, invendute: la Siltal, la Sesi, la Mivar, il Globo, il Top, il Centro Sforza, il Vivo, la vecchia struttura del Golgi dovrebbero aver fatto capire ormai a tutti che non ha senso perseguire con politiche che da anni si sono già dimostrate ampiamente fallimentari.

L’articolo 41 della nostra Costituzione sancisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgere in contrasto con l’utilità sociale: che utilità avrebbe un centro commerciale come quello presentato, che nella migliore delle ipotesi, oltre che cementificare ulteriore territorio, darebbe il definitivo colpo di grazia al commercio cittadino e aumenterebbe i problemi di viabilità? Una Amministrazione seria e attenta, al giorno d’oggi, dovrebbe trovare soluzioni per aiutare il commercio cittadino da quella che è la vera minaccia attuale, ovvero il commercio online, e non certo dare il via alla costruzione di nuovi centri commerciali.

Fa ancora più rabbia il fatto che questo progetto sia stato presentato a meno di un mese dall’ultimo consiglio comunale del 27 giugno, in cui il consiglio ha votato all’unanimità la mozione per dichiarare l’emergenza climatica e ambientale, dando una indicazione chiara e netta al Sindaco e alla sua amministrazione, assolutamente in contrasto con questo nuovo “vecchio” progetto.

Dispiace vedere la compiacenza del Sindaco di fronte a questo progetto, quando invece in altri comuni altri sindaci hanno difeso la propria città degli interessi dei singoli privati, come è successo a Brescia in cui proprio a inizio luglio la Corte Costituzionale ha dato ragione al Comune confermando la sua autonomia nel decidere come governare il proprio territorio e dimostrando che anche a fronte di diritti edificatori già acquisiti da anni da privati, la difesa del territorio è una battaglia difficile, ma che può essere combattuta e anche vinta.”
– Christian Cattoni – Cambiamo Abbiategrasso

“Mi auguro con tutto il cuore che il terreno denominato pagiannunz e l’area di via Giotto restino non Urbanizzate! Cosa penso? Beh “parco commerciale” con posteggi “paesaggistici” suona di gran presa in giro, comunque un centro commerciale farebbe morire il commercio della città già traballante oltre al cozzare con il nostro territorio prettamente agricolo. Per quanto riguarda via Giotto penso che in città esistono interi condomini e appartamenti invenduti, pertanto ulteriore cemento per costruire palazzoni resterebbe un inutile e devastante consumo di suolo. La commissione urbanistica convocata al 23 luglio è stata un monologo di decisioni già intraprese dalla giunta NAI in quanto a nulla sono serviti gli interventi dei consiglieri di opposizione presenti, tra l’altro, per i temi in questione, non era stata neppure consultata la consulta ecologica …32.000 mq. di cemento all’ingresso della città presumo che avrebbero dovuto essere trattati in modo diverso …le relazioni dei tecnici erano sussurrate e il video che accompagnava il loro discorso non era visibile per la troppa luce presente in sala …ecco la mancanza di attenzione già nelle piccole cose suscita indignazione e molte perplessità. Questa parte di città messa in pericolo dal cemento e in parte devastata da Essedue nella sua biodiversità, sviluppata in anni di abbandono dei terreni, è stata già in passato al centro di manifestazioni e contrasti tra cittadini/Comune/Essedue/Sogef …che dire è un terreno caldo, quindi impensabile convocare con leggerezza una commissione estiva a lavori dichiarati chiusi. Cara Marina, la nostra città confina con un parco protetto da UNESCO come riserva della biosfera, oggi questa preziosa caratteristica è messa in pericolo dal clima impazzito, siamo in emergenza climatica: stop al consumo di suolo sarebbe la logica più adeguata!!!
La giunta NAI/Albetti dovrà tenere conto che: sia i commercianti, sia moltissimi cittadini non vogliono ulteriore consumo di suolo …sarà un autunno caldo!!!”
– Anna Paganini – cittadina abbiatense

“Sono assolutamente contraria perché non amo il consumismo, non amo il traffico, non amo l’inquinamento. Preferisco vedere bei prati che colate di cemento per posteggi e altro. Oltretutto ad Abbiategrasso non servono case ce ne sono tantissime invendute e libere. Non servono centri commerciali perché ne abbiamo tanti vicini, costruirne uno qua comporterebbe far morire tutti i negozi del centro, porterebbe sicuramente persone che vengono da fuori, ma farebbe morire altri centri commerciali. Il potere d’acquisto delle persone oggi è sempre lo stesso e diminuisce costantemente, quindi continuare a costruire posti dove andare a spendere soldi quando di soldi non ce ne sono più, è da perfetti idioti.
Sullo stesso campo si potrebbero costruire per esempio distese di fotovoltaico per rendere la nostra città eco-sostenibile, saremmo di esempio in tutta la Lombardia, verrebbero a vederci e verrebbe un turismo sano e pulito disposto a vedere come si fa a mantenere un’intera città con gli impianti fotovoltaici. Questa mi pare sia un’idea di un assessore e credo che sia una cosa meravigliosa.
Potremmo anche vendere la nostra energia ai paesi vicini!”
– Simona Rivolta – commerciante abbiatense

“Ci sono aspetti procedurali irrispettati per evitare valutazioni di merito e la ripartizione degli oneri tra i soggetti che ne hanno diritto. Il progetto è anacronistico, perché non ci sono più i presupposti di sostenibilità. Ci troveremo in futuro a dover gestire altri scatoloni vuoti, avendo devastato irreversibilmente il territorio. I piccoli negozi avranno ripercussioni negative poiché si manifesterà un eccesso d’offerta con una domanda inalterata. Per incrementare l’occupazione e sostenere le attività produttive esistenti occorrerebbe puntare sulla salvaguardia delle nostre peculiarità e investire per generare una crescita culturale.”
– Brunella Agnelli