La quarantena di Bianca

Sinceramente muoio dalla voglia di uscire di casa ma bisogna accettarlo in fondo questo
virus migliora l’ambiente dove noi viviamo e riviviamo ogni giorno e ogni minimo attimo della nostra vita.

In fondo non è male è come il fine settimana ma immenso e se non sbaglio vi piace molto il fine settimana e poi se usciamo di casa ci arrestano quindi tanto vale restare a casa sicuro è più confortevole di una prigione.

Tra poco è primavera e il virus dovrebbe morire lo so che morire è un parolone ma si dovrebbe almeno indebolire o almeno spero (il 18/5 è il mio compleanno dovrei riuscire a festeggiarlo).

Comunque io non è che stia tanto male sono in una casa grande di 3 piani 2 balconi, un abbondante giardino che fa il giro della casa, una nonna, un fratello, una sorella, mamma, papà, io, dei pesci, 2 cani e 3 gatti.

Non so le persone che stanno nei mini appartamenti come fanno:
una mia amica che ha 3 cani in una casetta piccolina non so come fa, ma sono vicino alla campagna dovrebbero stare bene comunque si chiama Beatrice è super simpatica la chiamiamo Bea.

Ho tagliato i capelli ho fatto il ciuffo.

-Ciao-

Bianca, 8 anni

La mia quarantena

In questo periodo di quarantena sto cerando di dare senso alla mia vita.
Ho sempre creduto di essere diversa, brutta, noiosa, inadeguata, ignorante e tal volte anche malata.
Da piccola mi prendevano in giro perché ero bassa, perché avevo le mani piccole e anche per il mio cognome. Credevo di essere ignorante perché non andavo in una scuola statale come gli altri, ma provando ad andare al liceo ho scoperto che non è cosi, semplicemente me ne sono andata perché non mi piaceva il vortice di odio, sonno, cattive abitudini, studio “inutile” in cui ero stata travolta, come tutti gli “altri” in fondo.
Ora sto scoprendo cose di me che non sapevo: ad esempio credo di essere una delle poche persone che conosco a cui interessa conoscere e imparare, intendo che mi sento bene a studiare perché so che quello che studio serve a me e a nessun altro, questa cosa mi piace, mi fa stare bene, mi fa sentire “superiore” e mi fa pensare:”Ma perché gli altri non lo capiscono?”.
Mi piacciono le frasi, adoro le frasi, colleziono frasi. Le frasi mi fanno star bene e mi piace trovarne una perfetta per ogni momento o situazione, mi piace cercarne una e vedere cosa mi consiglia di fare in base alla situazione che sto vivendo.
Mi piace il pulito, l’ordine, il profumo e il colore bianco. Mi piace non sprecare il mio tempo ed essere organizzata, credo sia importante per il mio essere.
Credo sempre di essere la persona più intelligente che conosco solo perché posso capirmi, ma in fondo tutto quello che so faccia bene io non l’ho ancora messo in pratica. Dico che lo farò e mi  basta per sentirmi bene per questo poi mi dimentico di farlo. Mi accorgo di non avere l’equilibrio interiore che credo di avere quando mi succede qualcosa di brutto e non riesco a rialzarmi.
Sto parlando principalmente di me perché con questa quarantena “spero” di ritrovarmi e per andare avanti nella vita occorre fermarsi e fare un punto della situazione.
É questo.
Prima di tutto bisogna fermarsi, respirare e chiedersi se si vuole cambiare in meglio, tutto si può fare e a maggior ragione quello che si vuole.
Sono una persona emotiva che viene coinvolta con pochissimo. Mi basta vedere un film per voler essere la migliore versione di me, in quell’epoca, in quel luogo, in quella storia. Chissà come mai sono sempre più affascinanti le vite degli altri rispetto alla mia.
Però una volta sono stata talmente coinvolta emotivamente da un film che ho deciso di impegnarmi ad elaborare un concetto, un pensiero che potessi ripetermi ogni volta che mi fosse risuccesso.
“Hogwarts è bella, ma è bello anche essere un Avatar.” Il concetto è questo: Se io non fossi io, ma fossi realmente in uno di questi suggestivi mondi non avrei la possibilità di conoscere gli altri.
Sono così tante le cose che posso essere e tutte bellissime.
Sono Lucy che cavalca nel mondo di Narnia con uno stupendo vestito e i capelli al vento, senza aver paura di nulla.
Sono Wendi nell’isola che non c’è, portata via dalla mia vita infelice da un ragazzo volante e posso finalmente essere libera.
Posso essere Hermione che senza dare importanza al suo aspetto vive e lascia vivere pensando al suo futuro.
Posso essere Jack sulla perla nera che se ne frega di tutto e di tutti, ma VIVE.
Posso essere un avatar in completa sintonia con la natura e con il tutto.
Posso essere Briseide che ha capito qual è la cosa più importante per il quale vale veramente vivere: l’amore.
Il punto è che se FOSSI una di queste cose NON potrei esserle tutte. E io voglio esserle tutte.
Il messaggio che vorrei dare a tutti è che tutto quello che ci arriva di bello possiamo farlo nostro, possiamo scegliere noi cosa prendere per questo saremo sempre unici ed esattamente quello che VOGLIAMO essere.
Tutto dipende da noi.
Hélène, una persona per me molto speciale, una volta ci ha detto che per vivere la vita bene bisogna scoprire e fare le cose che ci piacciono.
Durante la mia quarantena sto cercando di fare tutto quello che mi è possibile fare.
Mi sveglio alle 7.00.
Mi alzo e mi preparo.
Vado a fare colazione alle 8.00 con la mia famiglia e mi lavo i denti.
Dopodiché inizio a studiare immaginando di essere Hermione a Hogwarts e questo mi fa sentire più intelligente, ma soprattutto capisco che lo sono veramente e mi sento bene, mi sento viva.
Dopo pranzo faccio tutto quello che mi va di fare, cose artistiche, ho un’infinità di cose che posso fare:
Posso disegnare semplicemente con una matita grafite (cosa che adoro): disegnare manga, vestiti, volti o altro,
dipingere su tela,
usare l’acquarello,
disegnare manga con la mia nuova tavoletta grafica,
imparare ad usare la macchina da cucire,
fare braccialetti in macramé
o fare gioielli.
Sono tutte cose che mi piace fare e sono certa che ne troverò sempre di nuove. Avete idea di quanto sia grande il mondo e di quante cose si possano fare di cui non abbiamo idea?Il punto è che non ci basterebbe una vita per scoprire tutto quello che ci piace fare, meglio cominciare subito per vivere la vita al meglio.
Poi aiuto i miei genitori nell’orto e a fare la cucina.
Poi alle 17.00, com’ero passata del “mood” Hermione, passo nel “mood” atleta, guerriera,
cambio i vestiti,
sudo,
penso,
mi immergo completamente nelle canzoni che metto con la cassa al massimo del volume e tutti sanno che non gli conviene venirmi a disturbare.
Alle 19.00, dopo aver finito di allenarmi, mi metto il pigiama e scendo in soggiorno dove tutti cercano di rendere la serata bella e leggera, ma in fondo non lo sarà mai. Ci sarà sempre qualcosa che creerà un pianto di Bianca, un litigio tra fratelli o un’incazzatura di mamma,
me ne sono fatta una ragione. So che posso andare a letto alle 21.00 come posso andarci alle 23.00 perché ci si mette un’ora a scegliere un film, ma va bene così.
E così passa la mia giornata.
Domani sarà la stessa cosa, ma con una materia diversa, un nuovo modo di passare il tempo, una diversa sequenza di allenamento e immedesimata in un altro film, ma sempre felice di essere.

Marina, 17 anni

Il Corona Virus per me

Si marcisce dentro, reclusi in casa. Stanza 4×4. Si crede di sapere tutto ma non si sa assolutamente nulla. Le finestre… sbarrate. Tutto rimane immobile, tutto tace, si ode solo il malevolo sibilo di notizie che vengono calate dall’alto come ragni sulle loro ragnatele: “morti di Corona virus in Italia superano i decessi in Cina per la medesima malattia”.
La Vedova Nera inietta il suo veleno mortale sul braccio sinistro. “Corona virus dilaga negli USA”. Fa la sua entrata la Tarantola e stringe il collo di un innocente nel suo letale morso. Non si muore: si resta lì… inermi e incosapevoli davanti all’orlo del dirupo, davanti a violenze a cui tutti, in questo momento e in altri, veniamo sottoposti.

Basta. Inutile è la commiserazione. Le ragnatele si possono pulire, le finestre spalancare, le ferite da  veleno risanare e la muffa debellare. Esco sul balcone e guardo il panorama: prima non vedevo altro che una inquinata città, ora scorgo uno splendido cielo di celeste tinteggiato, aspetto ancora un po’ e ho la fortuna di assistere al tramonto dove il rosso sole tira a est le ombre mentre a ovest marca i lineamenti delle case all’orizzonte. Siedo e compiendo il semplice sforzo muscolare di sorridere viaggio in ogni dove rimanendo immobile… era tanto che non sorridevo, era tanto che non gioivo della mia vita.

Scende la notte ma non la temo, anzi, provo conforto nell’accogliente tepore del suo abbraccio, mi ricordo quando da piccolo mi lasciavo avvolgere da essa e il suo gelido bacio sfiorava la mia fronte provocando un brivido che, correndo attraverso la mia schiena, avrebbe rilassato ogni vertebra.

Il cielo notturno è ricoperto da una miriade di stelle… io rincaso nel mio piccolo monolocale, mi stendo sul letto e mi addormento quieto e sereno come un bimbo mantenendo tirato sul viso un tiepido sorriso.

Federico, 13 anni

STOP AL CEMENTO!!!

<<Eravamo più di mille>> così hanno riferito alcune persone presenti al corteo abbiatense contro la costruzione del centro commerciale e della tangenziale Mortara-Malpensa. Svolto il 14\12\2019, questo corteo e stato partecipatissimo per una città abituata a manifestare tramite Facebook.

Noi ragazzi Ubuntu abbiamo partecipato, questo è il nostro striscione:

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Noi del corteo abbiamo attraversato le strade di Abbiategrasso da piazza castello all’annunciata, nella quale, alla fine del percorso, abbiamo piantato un olmo e una quercia come atto simbolico e nel mentre diversi sindaci di comuni nei pressi di Abbiategrasso hanno tenuto dei discorsi. Durante il tragitto ci siamo fermati varie volte in cui dei partecipanti hanno potuto fare degli interventi al microfono.

Questo corteo è stato molto sentito dai commercianti di Abbiategrasso che si sono presentati a gran numero con relativi cartelloni, infatti se il centro commerciale venisse aperto molti di essi potrebbero perdere il lavoro, inoltre si profanerebbe una verde di grande importanza naturalistica.

Noi riteniamo questa scelta dannosa dal punto di vista ambientale e commerciale oltre che culturale, siccome provocherebbe la perdita di lavoro della maggior parte dei commercianti e la distruzione del nostro splendido centro storico. Il progetto del centro commerciale prevede anche la costruzione di una zona residenziale di cui la città di Abbiategrasso non ne ha alcun bisogno, infatti sono già presenti moltissimi appartamenti disabitati con prezzi al di sotto del loro valore effettivo per mancato interesse. La tangenziale la riteniamo un inutile colata di cemento perché esistono molti altri modi per raggiungere Malpensa.

Ieri 18 dicembre la giunta si è riunita e ha approvato il piano attuativo per la realizzazione di una parte del centro commerciale. questa sera si terrà il consiglio comunale ed i cittadini accorreranno in massa per ribadire il proprio NO. Un invito a tutti i giovani a partecipare al consiglio comunale questa sera in piazza castello.

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Paolo, Movimento “No Tangenziale-Il Pagiannunz non si tocca!”

<<Ho manifestato contro il centro commerciale e contro la tangenziale perché, a mio avviso, è importantissimo difendere questo territorio. Nell’epoca in cui viviamo penso che difendere il patrimonio naturale, paesaggistico , colturale e culturale di un territorio come questo, cercando di portare anche degli sguardi innovativi e contaminandosi reciprocamente, voglia dire ragionare sul mondo e modo in cui viviamo. Dentro lotte come queste si può costruire un presente e futuro differente da quello che ci vogliono imporre la politica, l’economia e i ricchi. Abbiategrasso non ha bisogno di asfalto e cemento, non ha bisogno di un centro commerciale, di nuove case, di un’inutile tangenziale. Abbiategrasso ha bisogno di servizi, ha bisogno di progetti che favoriscano l’accesso al reddito e alla casa. Abbiategrasso ha bisogno del pronto soccorso aperto la notte, di un sistema sanitario moderno e accessibile a tutti, di case per chi non può permettersi di comprare o pagare affitti spropositati, di una linea ferroviaria di collegamento con Milano efficiente. Abbiategrasso ha bisogno di spazi di libertà, di cultura, di tempo libero e liberato autogestiti e autonomi. Cementificare terreno agricolo, un piccolo bosco e un’area umida per metterci 20 scatoloni di cemento è improponibile in un pianeta in cui l’inquinamento, il cambiamento climatico e le guerre, dovuti al sistema economico attuale, stanno portando alla fine civiltà, popolazioni e culture . Dobbiamo trovare un nuovo rapporto tra uomo e natura. Bisogna ricostruire relazioni e comunità non mercificate.>>

Domenico Finiguerra “capogruppo Cambiamo Abbiategrasso-esponente di Europa Verde”

Cambiamo Abbiategrasso è un movimento civico ed ecologista che fin dalla sua nascita ha avuto nell’azione di tutela del territorio e di salvaguardia del paesaggio uno dei suoi punti cardine. Per noi era quindi naturale esserci, per ribadire la nostra contrarietà alla superstrada nel Parco del Ticino e la nostra preoccupazione per ogni ipotesi di realizzazione di nuovi centri commerciali o condomini. Non solo sull’area ATS2 ma su tutto il territorio comunale.

L’Italia e Abbiategrasso in particolare vedono una quantità enorme di case invendute e inutilizzate, di capannoni abbandonati, di aree dismesse in periferia come a ridosso del centro storico. Scatole vuote che ammorbano la vita quotidiana e hanno distrutto biodiversità. Una situazione che rende stupida, oltre che oltraggiosa nei confronti delle giovani generazioni, che oggi ci chiedono conto di quanto stanno ricevendo in eredità, ogni nuova colata di cemento.

All’indomani del fallimento della COP25 di Madrid, dove la politica mondiale ha dichiarato solennemente che il diritto dei giovani e dei bambini ad avere una vita sana e dignitosa su questo pianeta valgono meno del Pil, meno delle esigenze del mercato, meno delle rendite di pochi potenti, a nome di Cambiamo Abbiategrasso, manifesta tutta l’indignazione possibile per l’irresponsabilità dimostrata.

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA!

Federico 12 anni

Martedì 23 luglio è stata convocata la commissione urbanistica (2°) alla quale ho personalmente partecipato. Si è parlato principalmente del progetto privato sul pagiannunz illustrato dall’amministrazione comunale. Il pagiannunz è un’area verde di propietà privata, in quest’area è presente una flora e una fauna viva.
Il progetto presentato comprende: un centro commerciale, abitazioni con parcheggi (tra i quali parcheggi paesaggistici) e ben tre ristoranti con più di 800 coperti. Avendo firmato in consiglio comunale l’emergenza climatica non capisco come questa amministrazione possa anche solo prendere in considerazione un progetto del genere, che sicuramente non può giovare al nostro clima. Cesare Nai (sindaco di Abbiategrasso) ha affermato che è stata una pura coincidenza che la commissione sia stata convocata nelle vacanze estive, quando gran parte dei politici non erano presenti. Inoltre, benché sia stata richiesta la presenza della consulta ecolgica, essa non è stata nemmeno avvisata.
Come ha detto pubblicamente una consigliera durante la riunione della commissione: “noi non siamo delinquenti, ma siamo cittadini non consenzienti e l’assessore Bottene non doveva chiamare le forze dell’ordine”, io non trovo sensato che l’assessore alle politiche commerciali abbia fatto ciò perché il pubblico protestava giustamente, anche contro una scelta che porterebbe alla distruzione del centro economico della nostra città.
Sono rimasto deluso da come la presidente oltre a non aver fatto parlare il sindaco di Albairate (intervento richiesto da gran parte del pubblico), ci ha lasciato lì come dei pirla andandosene interrompendo di fatto la riunione che era molto sentita dai cittadini abbiatensi.

 

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Marina 16 anni

Il 23/7/2019 ho partecipato alla Commissione Urbanistica (Seconda) al Castello Visconteo di Abbiategrasso. Non c’è stato un vero e proprio confronto, ma una spiegazione di quello che per loro sarà il centro commerciale, residenziali ecc.
Indipendentemente dal motivo a mio parere è stata una cosa scorretta convocare la commissione quando non tutti (cittadini e consiglieri) avrebbero potuto partecipare (per via delle vacanze). Oltretutto su un argomento così delicato come il Pagiannunz, per il quale sono state fatte già diverse battaglie in passato.
Questa per me è stata una presa in giro, un modo per scappare da un confronto “esagerato” per pareri troppo discordanti. Esattamente come il comportamento che ha avuto la Presidente. Dopo tutto il discorso fatto del progetto oltre a non aver dato la parola a nessuno si è addirittura permessa di passare al punto successivo, quando praticamente tutti erano li solo per sapere del futuro del Pagiannunz e INTERVENIRE, con tante persone tornate dalle vacanze apposta. Così dopo l’intervento ovviamente “pesante” del pubblico se ne è andata. A mio parere non può pretendere che ora i cittadini staranno più zitti, anzi, da oggi avranno maggiormente motivo per incazzarsi. Pretendeva che stessero zitti? Con tutto quello che hanno fatto negli anni passati per questa causa?
Sarebbe stato strano.
Oltre a non aver fatto partecipare i cittadini e nemmeno il Sindaco di Albairate, non è stata avvisata la consulta ecologica di cui era stata chiesta esplicitamente la presenza e in teoria confermata.

Ci sono molteplici motivi per i quali tante persone sono contro questo progetto.
Si può iniziare dal punto di vista ambientale. Pensare che, come dice Piera Camporesi: “(..) cancelleranno una delle aree agricole e naturali abitata da centinaia di specie floro-faunistiche rare e protette.” Per non parlare del cambiamento climatico che dovrebbe spingerci a salvaguardare tutto il verde che abbiamo. Non si può costruire un centro commerciale e far fuori 15 mila mq di verde e poi andare alle manifestazioni per il nostro pianeta giusto per sentirsi a posto con la coscienza. Pensate, se tutti facessero come noi, il nostro pianeta sarebbe deceduto parecchio tempo fa.
Bisogna cambiare le cose veramente e ora.
Arriviamo poi all’argomento del commercio e degli edifici abbandonati e inutilizzati. Abbiamo un sacco di negozi in centro, dobbiamo aiutare quelli, non fare centri commerciali.
Bisogna salvaguardare la nostra comunità, non il business.
Ho raccolto alcuni punti di vista di persone presenti, che spero vi faranno riflettere:

“Al netto dei diritti che qualsiasi privato è giusto che rivendichi sulla proprietà privata, mi pare tanto inutile quanto dannosa. Non lascia nulla alla città. È un pretesto per costruire senza tenere conto dei danni ai commercianti, al territorio, all’ambiente e alla viabilità. Basta pensare che il cemento sia l’unico modo per fare muovere l’economia. Rivalutiamo le zone commerciali già esistenti ed i siti produttivi abbandonati. Pessimo il comportamento della presidente e del sindaco, non aver fatto parlare il sindaco di Albairate è stato un gesto davvero sgradevole.”
– Nicholas Chignoli – consulta ecologica di Abbiategrasso

“Il progetto presentato dalla società Essedue e illustrato in Commissione 2a da parte del sindaco NAI prevede 15 mila mq di nuove strutture commerciali con relativi parcheggi ed altri 17 mila mq di nuove residenze, in un territorio già pesantemente sfregiato da capannoni abbandonati e case anche appena costruite, invendute: la Siltal, la Sesi, la Mivar, il Globo, il Top, il Centro Sforza, il Vivo, la vecchia struttura del Golgi dovrebbero aver fatto capire ormai a tutti che non ha senso perseguire con politiche che da anni si sono già dimostrate ampiamente fallimentari.

L’articolo 41 della nostra Costituzione sancisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgere in contrasto con l’utilità sociale: che utilità avrebbe un centro commerciale come quello presentato, che nella migliore delle ipotesi, oltre che cementificare ulteriore territorio, darebbe il definitivo colpo di grazia al commercio cittadino e aumenterebbe i problemi di viabilità? Una Amministrazione seria e attenta, al giorno d’oggi, dovrebbe trovare soluzioni per aiutare il commercio cittadino da quella che è la vera minaccia attuale, ovvero il commercio online, e non certo dare il via alla costruzione di nuovi centri commerciali.

Fa ancora più rabbia il fatto che questo progetto sia stato presentato a meno di un mese dall’ultimo consiglio comunale del 27 giugno, in cui il consiglio ha votato all’unanimità la mozione per dichiarare l’emergenza climatica e ambientale, dando una indicazione chiara e netta al Sindaco e alla sua amministrazione, assolutamente in contrasto con questo nuovo “vecchio” progetto.

Dispiace vedere la compiacenza del Sindaco di fronte a questo progetto, quando invece in altri comuni altri sindaci hanno difeso la propria città degli interessi dei singoli privati, come è successo a Brescia in cui proprio a inizio luglio la Corte Costituzionale ha dato ragione al Comune confermando la sua autonomia nel decidere come governare il proprio territorio e dimostrando che anche a fronte di diritti edificatori già acquisiti da anni da privati, la difesa del territorio è una battaglia difficile, ma che può essere combattuta e anche vinta.”
– Christian Cattoni – Cambiamo Abbiategrasso

“Mi auguro con tutto il cuore che il terreno denominato pagiannunz e l’area di via Giotto restino non Urbanizzate! Cosa penso? Beh “parco commerciale” con posteggi “paesaggistici” suona di gran presa in giro, comunque un centro commerciale farebbe morire il commercio della città già traballante oltre al cozzare con il nostro territorio prettamente agricolo. Per quanto riguarda via Giotto penso che in città esistono interi condomini e appartamenti invenduti, pertanto ulteriore cemento per costruire palazzoni resterebbe un inutile e devastante consumo di suolo. La commissione urbanistica convocata al 23 luglio è stata un monologo di decisioni già intraprese dalla giunta NAI in quanto a nulla sono serviti gli interventi dei consiglieri di opposizione presenti, tra l’altro, per i temi in questione, non era stata neppure consultata la consulta ecologica …32.000 mq. di cemento all’ingresso della città presumo che avrebbero dovuto essere trattati in modo diverso …le relazioni dei tecnici erano sussurrate e il video che accompagnava il loro discorso non era visibile per la troppa luce presente in sala …ecco la mancanza di attenzione già nelle piccole cose suscita indignazione e molte perplessità. Questa parte di città messa in pericolo dal cemento e in parte devastata da Essedue nella sua biodiversità, sviluppata in anni di abbandono dei terreni, è stata già in passato al centro di manifestazioni e contrasti tra cittadini/Comune/Essedue/Sogef …che dire è un terreno caldo, quindi impensabile convocare con leggerezza una commissione estiva a lavori dichiarati chiusi. Cara Marina, la nostra città confina con un parco protetto da UNESCO come riserva della biosfera, oggi questa preziosa caratteristica è messa in pericolo dal clima impazzito, siamo in emergenza climatica: stop al consumo di suolo sarebbe la logica più adeguata!!!
La giunta NAI/Albetti dovrà tenere conto che: sia i commercianti, sia moltissimi cittadini non vogliono ulteriore consumo di suolo …sarà un autunno caldo!!!”
– Anna Paganini – cittadina abbiatense

“Sono assolutamente contraria perché non amo il consumismo, non amo il traffico, non amo l’inquinamento. Preferisco vedere bei prati che colate di cemento per posteggi e altro. Oltretutto ad Abbiategrasso non servono case ce ne sono tantissime invendute e libere. Non servono centri commerciali perché ne abbiamo tanti vicini, costruirne uno qua comporterebbe far morire tutti i negozi del centro, porterebbe sicuramente persone che vengono da fuori, ma farebbe morire altri centri commerciali. Il potere d’acquisto delle persone oggi è sempre lo stesso e diminuisce costantemente, quindi continuare a costruire posti dove andare a spendere soldi quando di soldi non ce ne sono più, è da perfetti idioti.
Sullo stesso campo si potrebbero costruire per esempio distese di fotovoltaico per rendere la nostra città eco-sostenibile, saremmo di esempio in tutta la Lombardia, verrebbero a vederci e verrebbe un turismo sano e pulito disposto a vedere come si fa a mantenere un’intera città con gli impianti fotovoltaici. Questa mi pare sia un’idea di un assessore e credo che sia una cosa meravigliosa.
Potremmo anche vendere la nostra energia ai paesi vicini!”
– Simona Rivolta – commerciante abbiatense

“Ci sono aspetti procedurali irrispettati per evitare valutazioni di merito e la ripartizione degli oneri tra i soggetti che ne hanno diritto. Il progetto è anacronistico, perché non ci sono più i presupposti di sostenibilità. Ci troveremo in futuro a dover gestire altri scatoloni vuoti, avendo devastato irreversibilmente il territorio. I piccoli negozi avranno ripercussioni negative poiché si manifesterà un eccesso d’offerta con una domanda inalterata. Per incrementare l’occupazione e sostenere le attività produttive esistenti occorrerebbe puntare sulla salvaguardia delle nostre peculiarità e investire per generare una crescita culturale.”
– Brunella Agnelli

 

Sciopero globale per il clima

Articolo di Federico (12 anni)

Manifestazione riscaldamento globale

Venerdì quindici marzo ci siamo recati  in Piazza della Scala a manifestare contro il riscaldamento globale e le prese di posizione ingiuste da parte delle persone che stanno al potere. Ho sentito molto questo sciopero dato che ho lottato per il mio futuro, che potrebbe essere compromesso dal modo in cui stiamo distruggendo la terra.

Ogni giorno vado a scuola in bici e spero che ognuno faccia qualcosa per evitare l’effetto a catena che probabilmente porterà all’estinzione del genere umano.

Ormai è provato dalla maggior parte degli scienziati che il riscaldamento globale è vero, ma molta gente crede ancora che sia una bufala e non si rende conto che stanno distruggendo il futuro ai loro figli.

La cosa positiva è che centomila studenti solo a Milano hanno partecipato alla manifestazione e a milioni in tutto il mondo. Abbiamo ancora una possibilità, vi invito a sfruttarla.

 

UN GIOVANE SI RIBELLA E CAMBIA

LA SOCIETÀ.

QUANDO I GIOVANI SI LASCERANNO

SOTTOMETTERE LA SOCIETÀ SARÀ

SEMPRE PIÚ CHIUSA E OTTUSA.

 

 

Articolo di Marina (15 anni)

Venerdì 15 marzo 2019 c’è stato lo sciopero mondiale per il clima.

Spero che sia servito per far aprire gli occhi alla gente e renderla partecipe di quello che sta accadendo adesso nel mondo.

Una cosa meravigliosa: un insieme di persone di tutte le età che hanno lo stesso obbiettivo; combattere per un futuro.

Tutte le persone si sorridevano a vicenda, tutte le persone cantavano, tenevano alti i cartelloni ed erano felici e coscienti di quello che stavano facendo.

Sono contenta che le persone che credono nel riscaldamento globale siano tante e che combattano perché esso non distrugga il mondo.

Credo che il mondo si debba svegliare una volta per tutte e dare ragione a chi parla usando il cervello e non a chi lo fa per denaro.

Credo che Greta Thunberg sia un’opportunità per prendere posizione e cambiare le cose, se non avesse iniziato lei con una forza di volontà e coscienza mai vista in una bambina di 16 anni, non avrebbe fatto niente nessuno.

Credo che dovremmo tutti fermarci, chiudere gli occhi e pensare. Immaginate di essere sdraiati su un prato, il rumore del fiume ai vostri piedi, il profumo dei fiori, i vostri capelli che con il venticello vi accarezzano le guance e gli uccellini che senza stancarsi mai vi cantano una melodia che non sentirete mai più. Una melodia unica, una melodia irripetibile. Perché potrete sempre sentire gli uccellini cantare, ma ogni canzone è diversa. La canzone che stai ascoltando modifica il tuo futuro e magari sei l’unico ad averla sentita.

Non potete dire che non fate lo sciopero per il clima perché avete di meglio da fare, lavorare, stare con i vostri figli; perché se non ci sarà più un prato verde con gli uccellini che cantano non potrete portare i vostri figli all’ aperto, non potranno sentire i canti degli uccelli che voi avete avuto il privilegio di sentire e non potrete spendere i soldi che avete guadagnato lavorando per andare al mare, perché il mare non ci sarà più, ma al suo posto ci sarà un’immensa palude molto più vicina.

Tante persone non ci credono e tante non hanno la minima idea di che cosa fare per cambiare qualcosa.

  • Incominciate a non sprecare l’acqua, la luce, e la corrente elettrica; di certo la maggior parte di voi dirà “lo sapevo già”, ma quanto volte l’avete fatto?
  • Mangiare meno carne presa da allevamenti intensivi sarebbe un’ottima cosa. Non è una diceria che usano i vegani e vegetariani quella che mangiare carne inquina il pianeta, perché vogliono impadronirsi del mondo. Semplicemente se tutto il mondo mangiasse carne come noi occidentali servirebbero due mondi e mezzo, tutti di coltivazioni per le mucche. Ipotizziamo, se mangiassimo meno carne i campi che usiamo in Africa per il mangime per le mucche potrebbero usarli loro per coltivare cibo vegetale e molti non morirebbero di fame. Quindi mangiare meno carne fa veramente bene al pianeta e ricordate: i vegani sono persone normali, non sono pericolosi e non cercano di impossessarsi del mondo.
  • Riciclare

Voi :”ovvio, lo sappiamo, tutti lo sanno.” Il problema sta proprio qua, TUTTI lo sanno, ma NESSUNO le mette in atto seriamente.  Credo sia una caratteristica dell’essere umano, che pazienza.

  • Usare meno plastica e riutilizzare quella che usate. Se potete bevete acqua non in bottiglia di plastica, e se non potete riutilizzate poi le bottiglie come contenitori, vasi ecc.
  • Non andare in macchina a scuola se possibile.
  • Piantare piante, fiori, alberi. Perché se i “potenti” abbattono le foreste noi le ripianteremo. Abbiamo bisogno degli alberi e ne ha bisogno anche la nostra terra.
  • Andare agli scioperi per il clima. Più siamo, più i “potenti” sanno quanto siamo disposti a salvare il nostro pianeta

 

Articolo di Beatrice (13 anni)

Il 15 marzo siamo andati a Milano per partecipare alla manifestazione per il pianeta che ha lanciato Greta Thumbrg all’età di 16 anni.

A fare la manifestazione eravamo in 100.000 persone a Milano, abbiamo fatto una marcia da piazza della Scala fino a piazza Duomo.

Secondo me questo sciopero è molto importante perché il pianeta ha bisogno di noi.

Io credo che se veramente tutti noi ci mettessimo, potremmo fare la differenza e aiutare il nostro pianeta che pian piano sta crollando.

Per fare la differenza bastano piccoli gesti ogni giorno, tipo: rispettare la raccolta differenziata, non buttare rifiuti in giro e aiutarsi l’uno con l’altro.

Invito tutti voi a partecipare ad una Challenge che aiuta il pianeta a liberarsi dai rifiuti; consiste nel fare una foto in un posto con molta immondizia e poi rifare la foto con dei sacchi neri affianco a sé  dopo aver pulito.

Secondo me è un modo carino per aiutare il pianeta.

#trashtag #noipossiamofareladifferenza #perilpianeta

 

Articolo Hélène (accompagnatrice)

Le sento, indisturbate gonfiano le mie palpebre.

Suonano, i passi. Sono ritmati e sono sempre più.

No! Non ci si commuove per queste cose.

No! non andate in piazza, non abbasserete la temperatura.

Cinica.

Cinici.

Piango, come un fiume.

Siamo in tantissimi, siamo un fiume.

 

Chi davvero mi ha tanto amareggiata in gioventù era chi mi diceva che ero coraggiosa perché ero giovane; chi mi diceva che pensavo di poter fare qualcosa solo perché non mi ero ancora confrontata con il mondo. Era vero? Non era vero? Sicuro è che quelle parole mi toccarono profondamente e mi portarono a fare una scelta e a farla con tutta me stessa: non sarei mai diventata come loro.

Non avrei mai distrutto l’entusiasmo e l’energia di un giovane, nemmeno nell’apocalisse più totale. Perché se esiste una speranza risiede proprio in quegli occhi e in quella determinazione.

E grazie a dio ci sono i ragazzi. E grazie a dio questi ragazzi oggi sono in piazza. Non stanno credendo in un’utopia, stanno credendo agli scienziati che dicono che sono rimasti 11 anni per cambiare il corso degli eventi. I ragazzi vogliono agire, e agiscono.

 

Il fiume è in piena.

Il fiume è in piena.

Steve McCurry

Articolo di Federico:

Mercoledi 20 febraio del 2019 noi ragazzi Ubuntu siamo andati ad una mostra di Steve McCurry esposta al Mudec. La mostra si intitolava “Animals” infatti erano state scelte appositamente solo immagini con animali e la mostra simboleggiava il contatto tra uomo e animale.

Steve McCurry è un fotografo Statunitense nato a Filadelfia il 23 aprile del 1950, ha lavorato per la National Geographic e la sua foto più famosa si chiama “la ragazza afghana” che tuttora è un simbolo della nostra epoca.

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A me affascinano le foto di Steve McCurry perchè riesce a raccontare una storia con uno scatto. Dato che oggi giorno foto belle si vedono di frequente, trovare foto che trasmettono emozioni è molto più difficile, ma Steve McCurry ci è riuscito.

 

 

Articolo di Marina:

Steve Mc Curry

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Fotoreporter statunitense

“La parte più importante del mio lavoro è narrare storie, è per questo che la maggior parte delle mie immagini posa le sue radici nella gente comune. Sono alla ricerca di quell’attimo di autenticità e spontaneità capace di raccontare una persona […], quello in cui, per un istante, si cattura l’essenza di un altro individuo […]. Penso sia questo, uno dei più grandi poteri della fotografia.”

Filadelfia, 23 Aprile 1950

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Steve Mc Curry è un fotoreporter statunitense, fotografa tutte le storie che lo affascinano e che secondo lui tutte le persone dovrebbero conoscere, soprattutto tragedie e questioni pesanti da accettare.

Mudec – Steve Mc Curry Animals

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Mercoledì 20 Febbraio 2019 noi di Ubuntu siamo andati al Mudec di Milano a vedere la mostra su Steve McCurry, sulle sue opere dedicate agli animali.  Il sito del Mudec ci da questa informazioni: “Il progetto Animals origina nel 1992 quando il fotografo Steve Mc Curry svolge una missione nei territori di guerra nell’area del Golfo per documentare il disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del conflitto. Mc Curry tornerà dal Golfo con alcune delle sue più celebri immagini “icone”, come i cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme e gli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio. (…) <<Animals ci invita a riflettere sul fatto che non siamo soli in questo mondo” spiega la curatrice della mostra Biba Giacchetti che prosegue “in mezzo a tutte le creature viventi attorno a noi. Ma soprattutto lascia ai visitatori un messaggio: ossia che, sebbene esseri umani e animali condividano la medesima terra, solo noi umani abbiamo il potere necessario per difendere e salvare il pianeta>>.”

Personalmente la mostra mi è piaciuta tantissimo, oltre a essere un bravo fotografo, Steve McCurry attraverso le sue foto mi trasmette tantissimo. Non pensa all’apparenza, ma usa la fotografia per trasmettere messaggi.

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 Il nostro lavoro

Alla mostra noi di Ubuntu abbiamo fatto un lavoro. Consisteva nel scegliere il nostro quadro preferito e raccontare o scrivere la storia che “secondo noi” stava dietro a quel quadro.

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India, 2001

Questo è il quadro che ho scelto io.

La mia storia:

“Addii, Amore, Avventura e Accettazione. Una donna indiana, dopo aver perso i figli, un po’ per colpa del tempo e un po’ per la scarsa comunicazione, decide ad un certo punto della vita di accettare e non pensare più. Decide di iniziare a  scrivere le sue storie su stampini in legno e dedicarsi a quei soli esseri che al contrario dei figli, non la abbandonano mai. E magari, un giorno, uno dei suoi figli riconoscerà il modo di scrivere della madre nella descrizione di un coraggioso avventuriero.”

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 La Ragazza Afghana

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La ragazza afghana è la foto più famosa di Steve McCurry, una foto fatta velocemente, che per “miracolo” ha avuto la luce giusta nel momento giusto. Una foto che tutti ricordano e ricorderanno per sempre, associata al nome di Steve McCurry. Steve McCurry  è quello che è ora, anche grazie a questa foto della ragazza con gli occhi mozzafiato. Dopo diciassette anni Steve decide di intraprendere un viaggio per poter ritrovare la ragazza e aiutarla economicamente in cambio del successo che involontariamente gli aveva dato. E questo fece, dopo diciassette anni la ritrovò e la rifotografò.

 

Articolo di Beatrice:

Mercoledì 20 Febbraio 2019 siamo andati alla mostra di Steve McCurry al Mudec di Milano. La mostra si chiamava “Animals” ed era dedicata al rapporto tra uomo e animale.

Steve McCurry è un fotografo americano. La mostra mi è piaciuta tantissimo perché amando gli animali l’ho preferita ad altre mostre e mi sono piaciute molto anche com’erano fatte le foto.

La nostra accompagnatrice ci ha chiesto di scegliere una foto e inventare una storia.

Io ho scelto questa:

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Ho scelto questa foto perché mi ci ritrovo,  vedo un amore tra questo bambino e la mucca.

Tornati a scuola abbiamo guardato  il documentario sulla “Ragazza Afghana”, parlava di Steve McCurry che dopo 17 anni decide di ricercarla. Mi è piaciuto perché non si è arreso anche se è stato molto impegnativo e difficile.

Il messaggio del Cipresso

Quarto giorno della nona settimana dell’inverno in compagnia del cipresso

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Abbiamo aperto il cerchio accogliendo un messaggio dal Cipresso: “Riemergo con fierezza. Mi concentro sull’essenziale”. L’albero del cipresso, con la sua forma, rappresenta la nostra fiamma interiore; ci dona un tempo da dedicare alla creazione di uno spazio per far si che possa emergere.
Ci siamo preparate alla – Super Luna di Neve- di domani. Per concludere in bellezza, i ragazzi di Ubuntu hanno rispettato la loro promessa di donare un fiore alle ragazze con il ciclo, e mancando la materia prima, hanno deciso di disegnarli. Sono enormemente grata e commossa da questo percorso.

Vassilissa

Quarto giorno dell’ottava settimana bianca dell’Inverno in compagnia del Tiglio.

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“L’intuito femminile è quell’essere sapiente che cammina ovunque una donna cammini”
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DONNA ALBERO AD UBUNTU
L’incontro con Vassilissa rappresenta la riscoperta dell’intuito femminile. Oggi, nel cerchio delle ragazze ne abbiamo letto la storia e parlando abbiamo cercato di riconoscere dove risiede dentro di noi. Creare una connessione con questo nostro dono, spesso sminuito e dimenticato è invece fondamentale.

La conoscenza del tiglio

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Quarto giorno della sesta settimana gialla dell’Inverno in compagnia del Tiglio.

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Il cerchio delle ragazze.
La conoscenza del Tiglio si rivela profonda. Questo albero ci chiama ad entrare in contatto con l’Altro, con il diverso, ma anche con le parti di noi che ogni tanto facciamo fatica ad accogliere. Il nostro discorso – dell’incontro con l’Altro – si sposta sul tema del giudizio e della critica. Quanto è facile criticare l’Altro quando non lo si conosce e non lo si comprende! Troviamo due frasi che decidiamo di scrivere sul nostro quaderno di donne, frasi che ci aiuteranno a riportarci, ora ed in futuro, ad una visione amorevole ma anche decisa:
Quando il giudizio viene da fuori: <<Quando mi giudichi, tu non stai definendo me, ma te stesso>>.
Quando il giudizio parte da noi: <<Generalmente ciò che detestiamo negli altri lo detestiamo perché lo sentiamo nostro. Non ci danno fastidio i difetti che noi non abbiamo.>>.
Il tiglio ci racconta anche di non essere troppo severi, ma di accettare ciò che ci accade richiamandoci alla fiducia del grande disegno di cui facciamo parte.
Buon tiglio dal cerchio delle ragazze di Ubuntu