Vivi

“Se ti annoi non stai vivendo abbastanza. La vita non l’apprezzi abbastanza fino a quando non sbatti contro al dolore, fino a quando non comprendi che ne hai una sola da vivere. Perché lasciarsela sfuggire, vivere con il rimpianto di come poteva essere, andare sempre e solo alla ricerca? Fermiamoci ogni tanto godendo di ciò che si ha. Basta leggere un libro, ascoltare la musica, e quasi ogni dolore va via.”  – A. D’Avenia

Credo che la vita vada sfruttata al meglio, alcune volte ti fa dei torti, ma devi andare sempre avanti. Io nella mia vita ho sofferto per amore e ultimamente ho pensato ad una cosa: nei momenti in cui ero triste mi dicevo delle frasi complesse, sagge, strane. Non so proprio come spiegarlo, erano frasi che non pensavo di poter mai dire. E ho pensato che: quando sto male potrei scrivere, scrivere quello che provo, cose che se non stessi male non scriverei. Tutto questo per dirvi che i momenti tristi vanno sfruttati al meglio. In questo modo siamo noi ad usare loro e non loro ad usare noi. Ogni cosa che ci succede ci fa crescere. Non devi mai ascoltare chi ti dice che qualcosa che vuoi fare è impossibile, fai tutto quello che vuoi fare, non annoiarti, fai tutto quello che ti passa per la testa, se hai degli obiettivi, raggiungili; un modo c’è sempre.

Da piccola pensavo alla morte e mi immaginavo la mia anima che dopo la mia morte usciva dalla terra, andava nell’ universo e pensavo che non sarei più tornata sulla terra, e mi ripetevo:  <<ora sono morta e lo sarò per sempre, per sempre, per sempre.>> . Mi facevo delle paranoie da sola, ma poi pensavo che dovevo sfruttare al meglio la mia vita. Da piccola ho inventato una frase, che in realtà è un concetto perché non so nemmeno se come la scrivo è corretta grammaticalmente: << le persone non si godono la vita perché ormai è un’abitudine>>.

 

 

SEMPRE IO

Un po’ di tempo fa facevo una cosa un po’ particolare: andavo davanti ad uno specchio e mi fissavo negli occhi. Può sembrare una cosa molto semplice,  ma non è così: in quei momenti mi passavano più cose nella testa che in qualsiasi altro momento. Mi divertiva fissarmi negli occhi e pensare a cose: che ero io a pensare a quelle cose, che ero proprio io quella nello specchio e sapevo quello  che pensavo. Questa cosa mi faceva  ridere, mi guardavo e continuavo a ripetermi: “Lo  so, lo so, lo so.” Quando mi guardavo negli occhi mi sembrava di guardare nella mia mente. Iniziavo dei discorsi che poi si trasformavano in una roba tipo: ”così, cosà, perché quello è così.” E ridevo  perché riuscivo a capire, giustamente, quello che pensavo.

 

Marina Barone (15 anni)

I MANDALA

Quest’anno abbiamo fatto un corso su i mandala. L’accompagnatrice ci ha spiegato che esiste un calendario che segue il ritmo naturale: il sincronario. Nel sincronario si susseguono le settimane e ognuna di esse ha il proprio colore: blu, giallo, rosso e bianco. Ogni colore ha il suo singnificato:

– Blu: introspezione

– Giallo: direzione

– Rosso: azione

– Bianco: trasformazione

Anche le stagioni seguono questo ordine:

– Blu: inverno

– Giallo: primavera

– Rosso: estate

– Bianco: autunno

Durante questo laboratorio abbiamo colorato questi quattro mandala due volte (otto settimane), seguendo la cromatica giusta. La particolarità è che pur colorando lo stesso disegno con gli stessi colori non veniva mai uguale. Di volta in volta venivano diversi perchè noi cambiavamo. Ad esempio io la seconda volta ho colorato il fondo perchè ero più stabile. Era un corso molto rilassante, in cui si ancoltava anche della musica.

I MIEI MANDALA:

la sequenza dei colori è sempre: blu-giallo-rosso-bianco. Per colorare il bianco si possono usare colori a piacimento. Si inizia e si finisce dal blu.

IL PARERE DEGLI ALTRI:

Margherita ( 7 anni): <<Mi piaceva colorare i mandala perchè c’era la musica e l’incenso.>>

Ilaria (7 anni): <<Mi è piaciuto colorare perchè i disegni erano diversi.>>

Elisa (9 anni):<<Mi piaceva perchè c’era silenzio, la musica era rilassante e si colorava.>>

Daniele (13 anni):<<Mi è piaciuto il laboratorio, ma non lo rifarei.>>

Hélène (22 anni, accompagnatrice):<<La ciclicità del tempo naturale è un sostegno per chiunque vi si sintonizzi. Il mandala si collega alla cromatica della settimana attraverso la sua colorazione.>>

Scritto da Marina Barone

FRIDA KAHLO

Frida Kahlo è nata nel 1907 in Messico, durante la sua vita ha avuto tante disavventure, tra cui un incidente in autobus, per il quale rimase paralizzata per diversi anni.

Il secondo “incidente”che le cambiò la vita fu conoscere l’ uomo che successivamente diventò suo marito: Diego Rivera.

Fu per lei difficile perché lui non le fu mai fedele, ma allo stesso tempo non poteva fare a meno di lui perché ne era innamorata persa.

I NOSTRI PUNTI DI VISTA SU COME FRIDA VIVEVA LA SUA VITA:

Federico (11 anni):

<<Nonostante le sue difficoltà, se cadeva si rialzava a testa alta. Portava dentro di sé una grande sofferenza.>>

Marina (15 anni):

<<Cercava di rialzarsi in modo positivo ricercando la felicità.>>

Il nostro punto di vista su come affrontava la sua difficile vita: Frida esprimeva attraverso i quadri che dipingeva le sue emozioni.

I QUADRI CHE CI HANNO COLPITO:

Marina (15 anni): “Cervo ferito”

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<<il quadro che mi ha colpito di più è stato quello del cervo con la faccia di Frida e con il corpo trafitto dalle frecce. Quel quadro rappresenta la sua incapacità di utilizzare il suo corpo perché fu cucito talmente tante volte che lo sentiva suo ma non aveva più la possibilità di usarlo.>>

Federico (11 anni): “Abbraccio universale”

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<<mi piace perché è pieno.>>

Daniele (12 anni): “La colonna rotta”

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<<non c’è nulla in questo quadro che mi piace più degli altri, ma lo preferisco>>

Elisa (9 anni): “Io e i miei pappagalli”

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<<mi piace il quadro perché i pappagalli sono i miei animali preferiti.>>

 Articolo scritto da: Marina, Daniele, Federico e Mariaurora

In gita alla fiera (15 ottobre 2016)

Nei giorni 15 16 e 17 ottobre si è svolta la Fiera agricola regionale di Abbiategrasso e lunedì 17 noi bambini della scuola Ubuntu siamo andati in gita per visitarla. La Fiera è stata un’occasione per numerose aziende del Parco lombardo della valle del Ticino per esporre e vendere i propri prodotti agricoli, come formaggi, salumi, marmellate e cereali. Inoltre sono stati organizzati diversi eventi ed è sempre stato attivo il reparto gastronomico.

Durante l’ uscita ci siamo divertiti a guardare gli animali. «Mi sono piaciuti i tori e i cavalli», racconta Ginevra, quattro anni. «Mi è piaciuta la vasca di mais dove ci si nuotava dentro», aggiungono Bianca e Emma di cinque anni e Bea di sei anni.

Secondo me la Fiera è un’occasione per imparare cose nuove e scoprire le cascine del posto.

Marina (13 anni)