La fontana di Trevi

FONTANA DI TREVI LAVORO5La Fontana di Trevi è una scultura di grande importanza e, al contrario di altri monumenti famosi nella medesima città, ha una data di costruzione relativamente recente.

Le prime documentazioni grafiche risalgono al 1410, in seguito, nel 1453, Papa Niccolò V fece sostituire le tre vasche da un unico bacino rettangolare. Successivamente, nel 1570 fu Papa Pio V a restaurare ulteriormente la Fontana. Nel 1732 papa Clemente XII indisse un concorso per stabilire a chi avrebbe assegnato la restaurazione della fontana, inizialmente vinse lo scultore francese Lambert Sigisbert Adam ma, secondo alcuni perché papa Clemente si rifiutava di assegnare i lavori ad uno straniero secondo altri perché Lambert doveva tornare in patria, i lavori vennero affidati a Nicola Salvi che non riuscì a  concluderli, infatti fu Giuseppe Pannini a finire il tutto nel 1762.

Successivamente ci furono delle revisioni di poca importanza nel 1998 e nel 2014.

Sembra che il nome derivi dal fatto che nella zona di costruzione ci sia un incrocio o trivio, in latino treio (ci sono infatti documenti che nominano il monumento come Fontana di Treio).

Ho scelto questo monumento perché mi piacciono molto le fontane e questa mi ha affascinato particolarmente.

 

ETERNITA’

La piazza deserta mi dà un senso di pace, tutto tace in un affascinante silenzio e rimane immobile.

Nel cielo, nero come pece, non osa brillare nemmeno una stella. La notte ricopre quel luogo di meraviglia come una cupola di oscurità, anche la luna, solitamente luminosa, non dona alcun bagliore. Quindi le uniche fonti di luce ad illuminare Palazzo Poli e l’intera piazza sono solamente alcuni faretti posizionati strategicamente sul fondo della fontana che, filtrando attraverso l’acqua cristallina, riempiono la facciata in stile tardo barocco di riflessi turchini rendendo tutto magico danzando sulle imponenti e alte colonne di marmo bianco.

Oceano, il più vecchio fra i titani, si erge in tutta la sua possanza come indiscusso titano del mare gonfiando il petto e alzando il capo colmo di orgoglio e gloria. Ai suoi piedi scrosciano le acque che, infrangendosi contro le bianche scogliere in travertino, provocano un fragoroso rumore, l’unico in tutta la piazza vuota.

Il fondo della fontana è completamente ricoperto da monetine color bronzo che scintillano alla fresca luce dei faretti, ognuna di esse porta con sé un desiderio realizzato o non ancora esaudito, dall’innocente desiderio di una bimba di volere un gelato in una cocente giornata estiva a Roma al più profondo e vero portato appresso per una vita da un’anziana signora.

Dietro i tetti delle case si scorge l’alba e dopo poco sorge un luminoso sole a illuminare Roma, con lui arrivano gruppi di turisti affollando la piazza e rompendo cruentemente il silenzio. Io mi guardo attorno e per un attimo il vociare assillante della folla si arresta, do un ultimo sguardo fugace alla fontana e in un istante comprendo il significato dell’eternità.

Federico, 13 anni

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