La mia quarantena

In questo periodo di quarantena sto cerando di dare senso alla mia vita.
Ho sempre creduto di essere diversa, brutta, noiosa, inadeguata, ignorante e tal volte anche malata.
Da piccola mi prendevano in giro perché ero bassa, perché avevo le mani piccole e anche per il mio cognome. Credevo di essere ignorante perché non andavo in una scuola statale come gli altri, ma provando ad andare al liceo ho scoperto che non è cosi, semplicemente me ne sono andata perché non mi piaceva il vortice di odio, sonno, cattive abitudini, studio “inutile” in cui ero stata travolta, come tutti gli “altri” in fondo.
Ora sto scoprendo cose di me che non sapevo: ad esempio credo di essere una delle poche persone che conosco a cui interessa conoscere e imparare, intendo che mi sento bene a studiare perché so che quello che studio serve a me e a nessun altro, questa cosa mi piace, mi fa stare bene, mi fa sentire “superiore” e mi fa pensare:”Ma perché gli altri non lo capiscono?”.
Mi piacciono le frasi, adoro le frasi, colleziono frasi. Le frasi mi fanno star bene e mi piace trovarne una perfetta per ogni momento o situazione, mi piace cercarne una e vedere cosa mi consiglia di fare in base alla situazione che sto vivendo.
Mi piace il pulito, l’ordine, il profumo e il colore bianco. Mi piace non sprecare il mio tempo ed essere organizzata, credo sia importante per il mio essere.
Credo sempre di essere la persona più intelligente che conosco solo perché posso capirmi, ma in fondo tutto quello che so faccia bene io non l’ho ancora messo in pratica. Dico che lo farò e mi  basta per sentirmi bene per questo poi mi dimentico di farlo. Mi accorgo di non avere l’equilibrio interiore che credo di avere quando mi succede qualcosa di brutto e non riesco a rialzarmi.
Sto parlando principalmente di me perché con questa quarantena “spero” di ritrovarmi e per andare avanti nella vita occorre fermarsi e fare un punto della situazione.
É questo.
Prima di tutto bisogna fermarsi, respirare e chiedersi se si vuole cambiare in meglio, tutto si può fare e a maggior ragione quello che si vuole.
Sono una persona emotiva che viene coinvolta con pochissimo. Mi basta vedere un film per voler essere la migliore versione di me, in quell’epoca, in quel luogo, in quella storia. Chissà come mai sono sempre più affascinanti le vite degli altri rispetto alla mia.
Però una volta sono stata talmente coinvolta emotivamente da un film che ho deciso di impegnarmi ad elaborare un concetto, un pensiero che potessi ripetermi ogni volta che mi fosse risuccesso.
“Hogwarts è bella, ma è bello anche essere un Avatar.” Il concetto è questo: Se io non fossi io, ma fossi realmente in uno di questi suggestivi mondi non avrei la possibilità di conoscere gli altri.
Sono così tante le cose che posso essere e tutte bellissime.
Sono Lucy che cavalca nel mondo di Narnia con uno stupendo vestito e i capelli al vento, senza aver paura di nulla.
Sono Wendi nell’isola che non c’è, portata via dalla mia vita infelice da un ragazzo volante e posso finalmente essere libera.
Posso essere Hermione che senza dare importanza al suo aspetto vive e lascia vivere pensando al suo futuro.
Posso essere Jack sulla perla nera che se ne frega di tutto e di tutti, ma VIVE.
Posso essere un avatar in completa sintonia con la natura e con il tutto.
Posso essere Briseide che ha capito qual è la cosa più importante per il quale vale veramente vivere: l’amore.
Il punto è che se FOSSI una di queste cose NON potrei esserle tutte. E io voglio esserle tutte.
Il messaggio che vorrei dare a tutti è che tutto quello che ci arriva di bello possiamo farlo nostro, possiamo scegliere noi cosa prendere per questo saremo sempre unici ed esattamente quello che VOGLIAMO essere.
Tutto dipende da noi.
Hélène, una persona per me molto speciale, una volta ci ha detto che per vivere la vita bene bisogna scoprire e fare le cose che ci piacciono.
Durante la mia quarantena sto cercando di fare tutto quello che mi è possibile fare.
Mi sveglio alle 7.00.
Mi alzo e mi preparo.
Vado a fare colazione alle 8.00 con la mia famiglia e mi lavo i denti.
Dopodiché inizio a studiare immaginando di essere Hermione a Hogwarts e questo mi fa sentire più intelligente, ma soprattutto capisco che lo sono veramente e mi sento bene, mi sento viva.
Dopo pranzo faccio tutto quello che mi va di fare, cose artistiche, ho un’infinità di cose che posso fare:
Posso disegnare semplicemente con una matita grafite (cosa che adoro): disegnare manga, vestiti, volti o altro,
dipingere su tela,
usare l’acquarello,
disegnare manga con la mia nuova tavoletta grafica,
imparare ad usare la macchina da cucire,
fare braccialetti in macramé
o fare gioielli.
Sono tutte cose che mi piace fare e sono certa che ne troverò sempre di nuove. Avete idea di quanto sia grande il mondo e di quante cose si possano fare di cui non abbiamo idea?Il punto è che non ci basterebbe una vita per scoprire tutto quello che ci piace fare, meglio cominciare subito per vivere la vita al meglio.
Poi aiuto i miei genitori nell’orto e a fare la cucina.
Poi alle 17.00, com’ero passata del “mood” Hermione, passo nel “mood” atleta, guerriera,
cambio i vestiti,
sudo,
penso,
mi immergo completamente nelle canzoni che metto con la cassa al massimo del volume e tutti sanno che non gli conviene venirmi a disturbare.
Alle 19.00, dopo aver finito di allenarmi, mi metto il pigiama e scendo in soggiorno dove tutti cercano di rendere la serata bella e leggera, ma in fondo non lo sarà mai. Ci sarà sempre qualcosa che creerà un pianto di Bianca, un litigio tra fratelli o un’incazzatura di mamma,
me ne sono fatta una ragione. So che posso andare a letto alle 21.00 come posso andarci alle 23.00 perché ci si mette un’ora a scegliere un film, ma va bene così.
E così passa la mia giornata.
Domani sarà la stessa cosa, ma con una materia diversa, un nuovo modo di passare il tempo, una diversa sequenza di allenamento e immedesimata in un altro film, ma sempre felice di essere.

Marina, 17 anni

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