“Un sacchetto di biglie” per la Giornata della Memoria

Un sacchetto di biglie

“Un sac de billes.”

Christian Duguay

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foto biglia

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Il 25 Gennaio 2019, con la scuola Ubuntu siamo andati a Milano, al centro Asteria per partecipare ad un cineforum. Abbiamo visto un film francese ambientato nella Francia del 1941 durante la seconda guerra mondiale: Un sacchetto di biglie. Questo film parla di due ragazzi di famiglia Ebrea: Joseph e Maurice, che devono scappare da Parigi per arrivare fino a Nizza da soli, riunendosi poi alla famiglia senza dare sospetti. La loro avventura è tragica e allo stesso tempo, in qualche modo gli cambia la vita. Poi decidono di separarsi di nuovo dalla loro famiglia per questioni di sicurezza e si trovano un lavoro aspettando che tutto finisca. Una storia semplice e scorrevole, ma allo stesso tempo piena di particolari e significati. Il film è del 2017, tratto da una storia vera, raccontata nel libro di questo Joseph, Joseph Joffo. Il libro è stato pubblicato nel 1973 quando il nostro Joseph che fino a quel momento non voleva pensare al suo passato, dopo un incidente dal quale passò tanto tempo in ospedale, ebbe il tempo di ripensare a tutti quei momenti tristi e felici e iniziò a scrivere la sua travagliata storia.

Questo film è stato presentato e poi spiegato dalla nostra Cecilia che fa la critica cinematografica.  È stata bravissima a spiegare, siamo andati assieme ad altre classi e Cecilia è piaciuta a tutti.

Per me questo film è fantastico. Ti apre gli occhi e ti rendi conto perché è importante la giornata della memoria. Perché se non comprendi a fondo quello che provavano gli ebrei non comprendi il significato della giornata della memoria. A mio parere quello che sta succedendo nel Mar Mediterraneo è sbagliatissimo.

Siamo tutti ipocriti.

 Festeggiamo la giornata della memoria perché lo fanno tutti.

Lo facciamo perché ormai è diventata una cosa che va fatta, ma non la comprendiamo, non ne conosciamo i significati o, diciamo che per come ci stiamo comportando oggi, non li condividiamo veramente. Come si fa a dire ai propri figli che Hitler e Mussolini erano cattivi e poi, magari essere d’accordo con la chiusura dei porti nel Mar Mediterraneo. I porti chiusi dove oggi migliaia di immigrati muoiono in mare. Immigrati che scappano dalla guerra su barche di cui la maggior parte non arriva nemmeno a noi. Siamo ridicoli ci prendiamo in giro da soli.

Dimenticavo di dire che gli immigrati che riescono ad arrivare dai noi spesso vengono “schiavizzati”. Invito tutti voi ad ascoltare la canzone di Caparezza “vieni a ballare in puglia”: “Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
Dove la mafia schiavizza i lavoratori e se ti ribelli vai fuori” .

Il 27 gennaio 2019 davanti al comune di Abbiategrasso è stato messo un banchetto di estrema destra, hanno voluto esibirsi nel giorno della memoria e nessuno glielo ha impedito. Spero che si vergognino per quello che hanno fatto.

Questo è il mio pensiero e spero che la gente si svegli un pochino.

Buona visione!

(Marina, 15 anni)

 

 

 

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Il 25 gennaio 2019 siamo andati a vedere un cineforum guidato dalla nostra insegnante Cecilia Voi che di lavoro fa la critica cinematografica. Il film in questione è intitolato “Un Sacchetto di Biglie”, questo film ha come protagonista Joseph Joffo che nella prima parte del film intraprende un viaggio da Parigi a Nizza per scappare dai nazisti con suo fratello Maurice Joffo. Arrivati alla meta i due fratelli rincontrarono i genitori e i fratelli maggiori e passarono alcuni mesi in pace, dopodiché i nazisti arrivarono anche a Nizza e proprio per questo il signore e la signora Joffo mandarono i loro figli in una scuola cattolica per donare loro protezione. Lì nella scuola trovarono degli amici da cui presero la storia in modo da raccontarla nel caso i nazisti li avessero catturati; dopo un po’ di tempo nella scuola cattolica i fratelli Joffo iniziarono a sentire la mancanza dei genitori e tornarono a Nizza con un signore che poi si poi si rivelò un ebreo della resistenza. A Nizza i tre vennero incastrati dai nazisti, lui morì ma loro riuscirono a  partire con l’aiuto di un parroco cristiano che riuscì procurare a loro certificati di battesimo falsi. I fratelli riuscirono a trovare lavoro in un paesino: Joseph portava giornali per una libreria nazista nascondendo la sua identità di ebreo e Maurice in un ristorante del paesino. Arrivò poi la notizia che Parigi venne liberata e Maurice torno senza Joseph che si era innamorato della figlia del libraio e voleva rincontrarla, però arrivo tardi perché era già partita e quindi torno a Parigi. Lì ad aspettarlo cerano i due fratelli maggiori, la madre e Maurice ma non il padre che era stato portato ad Auschwitz.

Questo film è tratto da un libro di Joseph Joffo che, essendo immobilizzato su un letto dell’ospedale per un incidente, ripercorre la sua triste infanzia e ne scrive un libro.

Ho trovato il film molto bello e pieno di emozioni, mi ha commosso, mi ha divertito e mi ha fatto riflettere. Al contrario di altri film sulla seconda Guerra Mondiale questo era forte ma non pesante.

Adesso vorrei parlare invece di un fatto accaduto nel nostro paese dove un banchetto di estrema destra si è appostato nel centro di Abbiategrasso davanti al comune senza che nessuno glielo impedisse. Questo è avvenuto il 27 Gennaio cioè il giorno della memoria, il giorno in cui hanno liberato il campo di sterminio di Auschwitz. Sinceramente trovo questa cosa vergognosa e… ciao buon 1939.

(Federico, 12 anni)

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