Questa sono io..💭

Sono Marina, ho 15 anni e voglio parlarvi un po’ dei miei punti di vista e di quello che mi passa per la testa in questo periodo. Io dovrei essere in seconda superiore, invece ho deciso di andare avanti come autodidatta.  Vorrei dire una cosa a quelle persone che continuano a chiedermi quando inizierò il liceo: Prima di tutto è la mia vita, secondo se a ma va di imparare in modo diverso non capisco quale sia il problema. Non è una critica, magari non imparerò tutto quello che imparano gli altri ragazzi, imparerò cose diverse e sinceramente preferisco essere ignorante piuttosto che infelice.

Mi crescono i capelli, mi cambia la forma del viso, mi accorgo ogni minuto di più che sto crescendo. Sembrerò sempre una bambina perché in questo mondo ormai solo i bambini sono felici, sono spontanei e si godono ogni singolo giorno al meglio.  Diciamo che per me essere bambina è quasi come una religione: una cosa che si approva, si rispetta, si crede. Ognuno di noi dentro è bambino, è sinonimo di felicità, gioia, amore e anche rispetto in qualche modo.

Tutti possiamo accettare, capire, approvare e percepire quello che ci circonda, ma bisogna usare la testa; non tutto è come sembra.  Bisogna sapersi muovere nel mondo nel modo migliore per noi stessi.

Ho iniziato a fare un’arte marziale: qwan ki do. Credo che sia profonda, utile ed interessante. Ho conosciuto persone della mia età, persone più piccole, persone simpatiche e meno. Mi diverto e fa parte ormai della mia vita.

Le persone possono percepire cose, io in questo momento provo queste: sentire i tasti lisci sotto le dita, il calore del calorifero dietro la mia schiena, l’incertezza di non sapere cosa scriverò tra qualche riga, il rumore di Hélène che sfoglia un libro, i ricordi di com’è stato ieri e il pensiero di come sarà oggi la lezione di qwan ki do; fermarsi ogni tanto dallo scrivere. Pensare e ammirare lo schermo di Word pieno di colori, chiedersi come sia venuto in mente al creatore di Word una cosa così geniale; il morbido sotto di me, la fame che inizia a farsi sentire, la luce della finestra che mi illumina, immaginare di essere fuori all’aperto, ma poi ricordarsi che c’è un freddo porco e quindi venerare il calorifero.

A me piace pensare a tutte queste cose e credo che il mondo sia bello per via di esse. Sono un sacco di sensazioni meravigliose, sgradevoli o particolari, ma tutte fanno provare qualcosa e in qualche modo tutte ci cambiano.

Quando mio nonno stava per morire gli ho parlato. Gli ho detto un po’ di cose che pensavo sulle sensazioni. Gli ho detto che doveva solo rilassarsi, di immaginarsi la sensazione del sole sulla pelle e che quando sarebbe morto avrebbe sentito sensazioni ancora più belle che le persone non possono nemmeno immaginare. Poi ho guardato fuori dalla finestra, in quel momento volevo morire con lui per provare sensazioni nuove. Non ho idea di cosa si possa provare dopo la morte, ma immagino che sarà bello; poi al momento giusto, provare.

 Eravamo solo io e lui quando è morto, e spero di avergli passato la mia positività.

Marina (15)

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